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L’esopianeta trasformista

Da mondo gassoso, con una spessa atmosfera di idrogeno e elio, a pianeta roccioso con una nuova impenetrabile coltre composta da gas vulcanici. E’ questa, secondo gli scienziati del team di Hubble, la storia evolutiva di GJ 1132 b, un esopianeta a 41 anni luce da noi.
Stando allo studio, il pianeta non solo avrebbe cambiato dimensioni, natura e aspetto, ma sarebbe stato in grado di generare una seconda atmosfera, in sostituzione della prima. Evento mai osservato prima fuori dal sistema solare.

Nato come un ‘sub-Nettuno’, l’esomondo avrebbe perso rapidamente la sua atmosfera primordiale, strappata via dell’intensa radiazione della calda e giovane nana rossa attorno cui orbita. In un breve periodo di tempo, il pianeta si sarebbe quindi rimpicciolito, riducendosi a un nucleo nudo delle dimensioni della Terra. Oggi GJ 1132 b sarebbe quindi un mondo roccioso molto simile al nostro per densità ed età, ma troppo caldo per essere abitale, avvolto in un’atmosfera tossica, composta da idrogeno, metano e acido cianidrico, alimentata dai gas che filtrano dalla sua crosta attraverso processi vulcanici.

Vedere attraverso la sua fitta coltre, che ricorda la densa atmosfera di Titano, è il prossimo obiettivo dei ricercatori per il quale si attende il contributo del Nasa James Webb Telescope, la cui vista all’infrarosso potrebbe portare il nostro sguardo fino alla superficie del pianeta.

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