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La Cina fa 13

Mentre gli Stati Uniti celebrano il ritorno al volo umano da suolo americano grazie a Elon Musk e SpaceX,  inaugurando una nuova era per la space economy, l’Agenzia spaziale cinese continua a lavorare per mantenere il suo record di lanci anche nel 2020, come già accaduto lo scorso anno. 

Le restrizioni inerenti il Covid-19 non sembrano aver modificato i piani per la finalizzazione dei 40 lanci previsti, arrivati già a quota 13 dopo che lo scorso 10 giugno è stato lanciato il satellite di osservazione oceanica Haiyang-1D, con a bordo uno scanner per osservare il colore degli oceani a livello globale e misurare la temperatura superficiale dei mari.

Nonostante qualche insuccesso, come il fallimento del vettore Long March  3B e del nuovo Long March 7A, l’Agenzia spaziale cinese sta continuando la sua ascesa nel capo spaziale. Lo scorso 5 maggio è stata testata la nuova capsula per voli con equipaggio che porterà gli astronauti cinesi in orbita. Inoltre si lavora per il completamento della costellazione per la navigazione satellitare Beidou-3 e per portare in orbita il primo gruppo di satelliti  della costellazione Hongyan.  

Ma sarà a luglio uno degli appuntamenti più attesi: la partenza della missione Tianwen-1, con destinazione Marte. Per la prima volta la Cina si lancerà alla conquista del Pianeta rosso: in un’unica spedizione Pechino tenterà l’inserimento in orbita di un satellite e l’atterraggio di un rover. In programma per il 2020 anche una nuova missione per la Luna, Chang’e 5, che prevede l’invio di un lander per la raccolta dei campioni lunari da riportare sulla Terra.

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