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Bruciano le fiamme di Saffire

La Nasa ha dato il via all’esperimento Saffire IV a bordo dell’astronave da carico Cygnus di Northrop Grumman. La navetta si era sganciata dalla Stazione spaziale internazionale lo scorso 13 maggio, per posizionarsi a una distanza di sicurezza da questa e dare inizio all’esperimento. 

Saffire o Spacecraft fire experiment è un progetto per la sicurezza antincendio dei veicoli spaziali: consiste in sei esperimenti che indagano come gli incendi crescono e si propagano nello spazio. I risultati di questi esperimenti saranno molto importanti per la messa a punto dei futuri veicoli spaziali, affinché siano sviluppate misure di sicurezza sempre più efficaci. 

Saffire IV costruito dalla Zin Technologies  Inc. a Cleveland, Saffire è dotato di numerosi sensori che rilevano i livelli di ossigeno e anidride carbonica, la concentrazione e il diametro del fumo e le temperature in diversi punti del veicolo Cygnus. All’interno inoltre, sono state montate quattro telecamere per mostrare le dimensioni e la diffusione delle fiamme.

Una delle caratteristiche uniche di Saffire IV, rispetto ai suoi predecessori, è che vengono impiegati uno scrubber di biossido di carbonio e un mangiatore di fumo per rimuovere il particolato e il monossido di carbonio sviluppatosi dopo le prime due combustioni. Sia lo strumento per monitorare i gas prodotti dalla combustione, che il filtro mangiatore di fumo, sono i prototipi di quelli che verranno utilizzati sulla navicella Orion nell’ambito della missione Artemis.

Gary Ruff, project manager di Saffire presso il Glenn research center della Nasa a Cleveland, spiega che Saffire IV è dotato di un maggior numero di apparecchiature diagnostiche, così da valutare le future risposte al fuoco.

Sono già in programma altri due esperimenti di Saffire, uno il prossimo ottobre e uno nel marzo del 2021, che permetteranno di continuare a migliorare i sistemi di sicurezza per le future missioni umane di esplorazione spaziale. 

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