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Artemis, ecco i payload che voleranno sulla Luna

La Nasa ha assegnato le prime commesse commerciali per la missione Artemis nell’ambito dell’iniziativa del Commercial Lunar Payload Services (Clps). Le due aziende selezionate porteranno con loro sul suolo lunare, a partire dal 2021, i  propri lander insieme a quattordici esperimenti scientifici. Nel dettaglio la Astrobotic lancerà a bordo di un razzo della United Launch Alliance il suo lander Peregrine insieme a undici payload mentre la Intuitive Machine di servirà del Falcon 9 di SpaceX per il trasporto del lander Nova-C e di cinque payload.

«Abbiamo terminato il lavoro di assegnazione di payload scientifici e tecnologici per le due aziende – spiega Chris Culbert responsabile del progetto Clps presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston –  questo passaggio consente ai nostri partner commerciali di completare l’importante lavoro di integrazione tecnica necessario per far volare i payload e ci avvicina al lancio e allo sbarco degli esperimenti che ci aiuteranno a comprendere meglio la Luna prima dell’invio di astronauti».

Ognuna delle aziende è responsabile dell’integrazione dei payload, del lancio, dell’atterraggio e delle procedure di sicurezza per la protezione dei payload. Questi ultimi avranno dimensioni contenute, più o meno come una scatola da scarpe e masse variabili da uno a quindici chili.

Ecco nel dettaglio i quattordici payload e le loro caratteristiche:

Laser Retro-Reflector Array (Lra) costruito dal Goddard Space Flight Center è composto da otto catadiottri che riflettono la luce laser proveniente da altri veicoli spaziali in orbita e in fase di atterraggio per determinare con precisione la posizione del lander.

Navigation Doppler Lidar per Precise Velocity and Range Sensing (Ndl) sviluppato dalla Nasa è composto da un sensore in grado di controllare le fasi di navigazione, discesa ed atterraggio per garantire un touchdown in completa sicurezza sulla Luna.

Seal, sviluppato dal Goddard Space Center della Nasa, studierà i cambiamenti fisici e termici che avverranno quando i veicoli spaziali entreranno a contatto con la regolite lunare.

Pils del Glenn Center della Nasa, è un dispositivo composto da fotocellule che convertono la luce solare in elettricità, utile in caso di lunghe permanenze sulla superficie lunare

Lets, ideato dal Johnson Space Center della Nasa, è uno spettrometro che raccoglierà informazioni sulla quantità di radiazioni presenti sulla Luna.

Nirvss, costruito dall’Ames Research Center della Nasa, misurerà la quantità d’acqua, l’anidride carbonica e il metano presenti in superficie e nel sottosuolo.

MSolo, ideato dal Kennedy Space Center della Nasa, identificherà le sostanze volatili a basso peso molecolare.

Prospect, costruito dal Goddard Space Center e dall’Esa, caratterizzerà l’esosfera lunare. Lo strumento è stato sviluppato per la missione Rosetta ed è stato modificato dalle due agenzie per adattarsi all’ambiente lunare.

Nss, sviluppato dalla Nasa, è uno spettrometro a neutroni che indagherà la presenza di ghiaccio d’acqua misurando la quantità di idrogeno presente nel sito di atterraggio.

Nmls, ideato dal Nasa Marshall, è uno spettrometro in grado di determinare la radiazione emessa dai neutroni sulla superficie lunare.

Il magnetometro Fluxgate, sviluppato dal Goddard Center della Nasa, caratterizzerà i campi magnetici per migliorare la comprensione dei percorsi energetici delle particelle sulla superficie lunare.

Ln-1, ideato dal Nasa Marshall dimostrerà un sistema per la navigazione autonoma per il supporto delle operazioni orbitali e di superficie.

Scalpss, sviluppato dal Nasa Langley acquisirà dati e video dei movimenti dei lander e sfrutta la tecnologia già utilizzata per il rover Mars 2020

Rolses, ideato dal Nasa Goddard, utilizzerà un ricevitore radio a bassa frequenza per verificare la possibile costruzione di un osservatorio sul suolo lunare.

Il Commercial Lunar Payload Services comprende in tutto quattordici aziende. Le dimostrazioni tecnologiche e gli esperimenti che verranno inviati sulla Luna saranno fondamentali per l’avvio delle operazioni della missione Artemis che vedrà il ritorno di astronauti, un uomo e una donna, nel 2024.

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