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La stella supergigante dal vento a spirale

La stella supergigante dal vento a spirale

Elaborazione artistica di Zeta Puppis (Tahina Ramiaramanantsoa)

Gli elementi pesanti che costituiscono i ‘mattoni’ della vita sulla Terra provengono prevalentemente dalle stelle massicce del cielo. Alla fine della loro vita, questi imponenti corpi celesti scoppiano nello spazio interstellare dando il via agli eventi catastrofici chiamati supernove: senza questo esplosivo fenomeno, il nostro Sistema solare non si sarebbe mai formato. Le stelle massicce conosciute non sono molte, e la maggior parte di esse si trova in sistemi binari o in piccoli gruppi noti come ‘sistemi multipli’.

Esistono però eccezioni: una di queste è la stella supergigante Zeta Puppis, nota anche con il nome di Naos. È la stella più luminosa della costellazione della Poppa e misura circa 60 volte la massa del Sole; la sua superficie è inoltre circa 7 volte più caldadi quella della nostra stella. Raro esempio di stella massiccia solitaria, Zeta Puppis si muove nello spazio in autonomia, raggiungendo la velocità di ben 60 chilometri al secondo. Ora un team internazionale di scienziati guidati dall’Università di Montreal, in Canada, ha individuato per la prima volta ampie strutture a spirale nel vento stellare provocato da questa superstella.

I risultati, pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, sono stati ottenuti grazie alla rete di nanosatelliti della missione Bright Target Explorer (Brite). Utilizzando questi dati satellitari, gli scienziati hanno monitorato la luminosità della superficie di Zeta Puppis per un periodo di sei mesi, confrontando le informazioni raccolte con quelle provenienti da vari telescopi di terra.  “Le osservazioni – spiega Tahina Ramiaramanantsoa, prima firma dello studio – hanno rivelato uno schema luminoso ripetuto ogni 1,78 giorni, sia sulla superficie della stella sia nel vento stellare. Abbiamo trovato che questa variazione costante di luminosità dipendeva da una serie di punti luminosi sulla superficie di Zeta Puppis, e che da qui provenivano strutture a spirale su larga scala nel vento della stella.” L’origine fisica dei punti più luminosi rimane ancora sconosciuta, e sarà oggetto di ulteriore indagine.

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