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La nuova palestra orbitante debutta nello spazio

L’astronauta europea Sophie Adenot è arrivata sulla Stazione Spaziale Internazionale a febbraio 2026 con la missione Crew-12. Sophie Adenot fa parte della nuova classe di astronauti europei selezionata nel 2022: è la prima del suo gruppo a volare nello spazio.

Sophie Adenot εpsilon/SpaceX Crew-12 (2026)
Crediti: Esa

Durante i suoi nove mesi in orbita, non solo condurrà una serie di esperimenti scientifici, ma avrà anche un ruolo chiave nella validazione di un nuovo sistema di allenamento chiamato European Enhanced Exploration Exercise Device (E4D).

Questo dispositivo, installato nel modulo Columbus dell’Esa, è stato attivato per valutare quanto sia efficace nel combattere il decondizionamento fisico che si verifica in microgravità. L’E4D è una macchina compatta che unisce esercizi di resistenza, ciclismo, canottaggio e, per la prima volta in orbita, il tiro alla fune.

Nei prossimi due anni, i ricercatori raccoglieranno dati ingegneristici e feedback dall’equipaggio per capire se questo strumento potrà sostituire i vari macchinari attualmente in uso, come il tapis roulant T2 o la macchina Ared, offrendo una “dose” di esercizio sufficiente a mantenere la salute muscolare degli astronauti. Questa è una sfida fondamentale per i futuri viaggi verso la Luna e Marte. Una tecnologia per il futuro dell’esplorazione spaziale.

L’esercizio fisico quotidiano è essenziale per la sopravvivenza e il benessere degli astronauti nello spazio. Senza la forza di gravità terrestre, il corpo umano può subire una rapida perdita di massa muscolare e ossea. Studi recenti hanno dimostrato che la microgravità non influisce solo sui muscoli, ma anche sul sistema nervoso, alterando la coordinazione motoria e portando a cambiamenti nelle strutture muscolari.

Attualmente, per affrontare questi effetti, gli astronauti si dedicano a circa 90 minuti di allenamento al giorno, utilizzando attrezzature ingombranti e pesanti. Tuttavia, con le future missioni dove gli spazi abitativi saranno molto limitati, è diventato chiaro che c’è bisogno di soluzioni più compatte ed efficienti.

L’E4D, commissionato dall’Esa e sviluppato dalla Danish Aerospace Company, è la risposta a questa necessità. Questo dispositivo non solo supporta carichi fino a 270 kg per il sollevamento pesi, ma introduce anche un sistema innovativo per il monitoraggio del movimento.

Quattro telecamere integrate nel modulo Columbus tengono d’occhio i movimenti dell’astronauta in tempo reale, consentendo di correggere la postura attraverso un avatar visualizzato su un tablet.

Questa funzione di auto-monitoraggio è pensata per ridurre la dipendenza dalla supervisione del controllo a terra, assicurando allenamenti sicuri ed efficaci anche nello spazio profondo.

« Amo fare esercizio; è sempre stata una parte fondamentale della mia routine quotidiana, ed è emozionante poter aggiungere un po’ di varietà agli allenamenti in orbita» ha dichiarato l’astronauta dopo aver attivato il sistema.

La ricerca su come mantenere la massa muscolare nello spazio ha un impatto diretto anche sulla medicina qui sulla Terra.

Per esempio, studi recenti del Memorial Sloan Kettering Cancer Center hanno rivelato che i programmi di allenamento degli astronauti potrebbero essere adattati per aiutare i pazienti oncologici. I malati di cancro che affrontano la chemioterapia vivono uno stress fisico e un decondizionamento simili a quelli degli astronauti in microgravità; un programma di esercizi specifico potrebbe davvero attenuare gli effetti a lungo termine dei trattamenti medici. Inoltre, la ricerca ha identificato le soglie minime di gravità e di esercizio necessarie per prevenire l’atrofia muscolare; recenti esperimenti indicano che questa soglia di gravità corrisponde a circa due terzi di quella terrestre.

Questi dati sono estremamente preziosi per sviluppare terapie riabilitative per i pazienti con malattie neuromuscolari qui sulla Terra.

 

 In alto: Sophie Adenot testa l’E4D sull’ISS

Crediti: Esa/Nasa

 

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Stefania Arena: Solo laureata in Scienze Politiche con indirizzo politico internazionale e ho conseguito il diploma di traduttrice. Ho inoltre approfondito la mia formazione con diversi master in comunicazione, pubbliche relazioni e gestione eventi, che mi hanno permesso di acquisire strumenti pratici e strategici per il coordinamento e la promozione di attività istituzionali e culturali. Lavoro in ASI dal 2001, ho maturato una solida esperienza nell'organizzazione e gestione di eventi, ricoprendo anche il ruolo di capo settore. Attualmente sono responsabile dell'Ufficio Relazioni Esterne, occupandomi di coordinamento, comunicazione e gestione dei rapporti istituzionali. Amo viaggiare e amo molto il mare, fonti per me di ispirazione, equilibrio e crescita personale.