Resiste a temperature estreme e permetterebbe agli astronauti di viaggiare più leggeri, sfruttando direttamente le risorse presenti sulla Luna invece di trasportarle dalla Terra: è un nuovo materiale, al centro di una scoperta avvenuta quasi per caso presso il Glenn Research Center della Nasa.
Due ricercatori stavano analizzando il comportamento della polvere lunare fusa quando si sono accorti di aver ottenuto una sostanza completamente nuova. Il materiale è stato creato mescolando polvere lunare simulata con ossido di scandio e trattando il composto in un forno ad altissima temperatura. Dopo diverse verifiche, il team ha confermato che la sostanza non corrispondeva a nessun materiale già presente nei database scientifici.
I risultati dei test sono molto promettenti: il nuovo composto resiste alla corrosione provocata dalla polvere lunare fusa e sopporta temperature elevatissime, fino a sei volte superiori a quelle di un comune forno domestico. Inoltre, pur contenendo ossido di scandio, risulta meno costoso rispetto ai metalli preziosi normalmente utilizzati in processi industriali simili, come il platino.
Questo materiale potrebbe essere utilizzato per realizzare tubi, contenitori e componenti destinati agli impianti che un giorno potrebbero estrarre ossigeno e metalli direttamente dalle rocce lunari. Grazie alla sua leggerezza e alla capacità di isolare il calore, il materiale potrebbe essere impiegato anche nei rivestimenti protettivi per componenti di motori a reazione, che raggiungono temperature altrettanto estreme.
I ricercatori continueranno ora a perfezionare il composto e ridurne i costi di produzione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di tecnologie utili alle future basi sulla Luna.
In apertura: un campione del materiale appena scoperto contenuto in un crogiolo di platino, ovvero un recipiente resistente al calore, dopo essere stato estratto da un forno ad alta temperatura. Crediti: Nasa/Jef Janis.
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