Nasa si prepara ad assegnare nuove missioni a SpaceX nell’ambito del Commercial Crew Program, consolidando ulteriormente il ruolo della capsula Crew Dragon per il trasporto di equipaggi verso la Stazione Spaziale Internazionale (Iss). La decisione arriva mentre continuano le incertezze legate alla certificazione operativa di Starliner, la capsula spaziale sviluppata da Boeing, che non ha ancora dimostrato di aver risolto i problemi tecnici emersi durante il primo volo con equipaggio.
La missione Boeing Crewed Flight Test era partita all’inizio di giugno 2024 portando gli astronauti della Nasa Butch Wilmore e Suni Williams sulla Iss per una permanenza inizialmente prevista di otto giorni. L’obiettivo del test era ottenere la certificazione della capsula per il trasporto regolare di equipaggi verso l’orbita bassa terrestre.
Tuttavia, a causa di cinque perdite di elio riscontrate sulla navicella Cst-100 Starliner prima del lancio, durante il viaggio verso la stazione e dopo l’attracco, i due astronauti sono rimasti sulla Iss per oltre otto mesi. Il loro rientro è avvenuto soltanto il 18 marzo 2025 grazie alla missione Crew-9 di SpaceX, mentre la capsula Starliner era tornata sulla Terra senza equipaggio già nel settembre 2024.
Sei mesi dopo il ritorno degli astronauti a Terra, Nasa e Boeing hanno concordato una modifica del contratto firmato nel 2014, che prevedeva sei missioni operative. L’accordo è stato rivisto al ribasso, riducendo a quattro i voli assegnati a Starliner e lasciando opzionali le restanti due missioni.
A pochi mesi da quella revisione arrivano ora le prime indicazioni sulla volontà di Nasa di modificare invece al rialzo il contratto con SpaceX, aggiungendo ulteriori missioni operative a quelle già previste per Crew Dragon. Una scelta che punta a garantire continuità nell’accesso dell’agenzia alla Iss fino alla conclusione della vita operativa della stazione, prevista per la fine del 2030.
Il Commercial Crew Program nasce nel 2014 con l’obiettivo di affidare al settore privato il trasporto degli astronauti verso l’orbita bassa terrestre. Nasa aveva selezionato due partner: Boeing con la capsula Cst-100 Starliner e SpaceX con Crew Dragon. Mentre il veicolo di Elon Musk è entrato rapidamente in servizio operativo dopo il volo Demo-2 del 2020, Starliner ha accumulato ritardi, anomalie ai software e problemi ai sistemi propulsivi come emerso durante il Crew Flight Test del 2024.
Nel frattempo Crew Dragon è diventato il sistema di riferimento per la rotazione degli equipaggi della stazione orbitante.
L’estensione del contratto con SpaceX rappresenta quindi, almeno per il momento, la soluzione più pragmatica per Nasa per assicurare continuità operativa alle missioni umane in orbita bassa terrestre.
Immagine in evidenza: La capsula Crew Dragon si avvicina alla Iss durante la missione Crew-9 di SpaceX. Crediti: SpaceX.