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Il mondo della ricerca spaziale saluta l’ideatore di Ixpe

Il mondo della scienza ha perso uno dei suoi più brillanti rappresentanti. Lo scorso 2 maggio è scomparso Martin C. Weisskopf ricercatore responsabile del progetto per l‘Osservatorio Chandra X-ray della Nasa e responsabile scientifico della missione Ixpe, Imaging X-ray Polarimetry Explorer realizzato con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Weisskopf ha avuto un ruolo fondamentale nel campo dell’astronomia a raggi X, che lo ha reso una figura di spicco nel settore per oltre 55 anni, fino a diventare responsabile scientifico del progetto Axaf, in seguito ribattezzato Chandra, l’impresa più ambiziosa mai intrapresa nel campo dell’astronomia a raggi X fino a quel momento.  Secondo alcuni, come per l’astrofisico e premio Nobel, Riccardo Giacconi, Martin C. Weisskopf con la sua abilità ha fatto sì che Chandra attenuasse eventuali imprecisioni del telescopio Hubble, combinando la sua capacità di osservare l’universo invisibile ad alta energia (raggi X) con le immagini ottiche e infrarosse di Hubble.

L’impegno di costruire, testare e certificare un telescopio con risoluzione sub-arcsecondo, non impedirono a Weisskopf di trovare l’energia e il tempo per portare avanti la sua attività in maniera continua, oltre a pensare, inventare, prototipare e proporre nuovi strumenti per palloni o satelliti. In quegli anni il percorso dello scienziato americano si è incrociato molte volte con quello degli scienziati italiani.

Per Martin C. Weisskopf la polarimetria non era solo un argomento di ricerca nell’astronomia a raggi X, era una passione di vita. E l’incontro con la comunità scientifica italiana ha portato alla realizzazione della missione Ixpe, Imaging X-ray Polarimetry Explorer.

Ixpe è stata lanciata il 9 dicembre 2021 con a bordo 3 telescopi muniti di rivelatori in grado di misurare la polarizzazione nei raggi X emessi da sorgenti astronomiche, con una sensibilità di due ordini di grandezza maggiori del polarimetro nei raggi X di Orbiting Solar Observatory (Oso-8), una missione operativa tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. I rivelatori sono stati sviluppati da un team di scienziati dell’Infn e dell’Inaf, con il finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Con un mix piuttosto singolare di rigore e cordialità e una particolare attenzione verso i giovani scienziati, Martin C. Weisskopf ha contribuito al grande successo di Ixpe, lasciando nell’esperienza lavorativa dei ricercatori italiani il ricordo di un grande scienziato.

Nell’immagine in alto l’immagine di una Galassia a spirale (Crediti: Asi)

 

 

Silvia Martone: Dopo la laurea magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, si avvicina al mondo della comunicazione e diventa giornalista. Prima di scrivere di spazio, si è occupata di ambiente ed energie rinnovabili. Ama leggere e viaggiare.