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Anche Sentinel-1D è operativo e osserva la Terra

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Il satellite Sentinel-1D, lanciato lo scorso 4 novembre, è ufficialmente entrato in funzione, completando con successo la delicata fase di messa in servizio in orbita.
Con tutti e quattro i satelliti ormai dispiegati, la missione Sentinel-1 ha raggiunto la piena maturità operativa, confermandosi come una delle infrastrutture di osservazione della Terra più importanti al mondo.

Inserita nel programma europeo Copernicus, la missione monitora continuamente il pianeta. Pioggia, nuvole o buio non rappresentano un ostacolo: grazie al radar ad apertura sintetica (Sar), i satelliti sono in grado di acquisire immagini ad alta risoluzione della superficie terrestre in qualsiasi condizione meteorologica, sia di giorno che di notte.

Destinato a rivoluzionare il modo in cui l’Europa osserva e studia la Terra, il programma Copernicus è stato avviato concretamente nel 2014, con il lancio di Sentinel-1A, il primo di questa generazione. Due anni più tardi, nel 2016, Sentinel-1B si è aggiunto alla costellazione, affiancando il ‘gemello’ Sentinel-1A.

Nel 2022 la missione ha subito una battuta d’arresto: Sentinel-1B ha cessato di funzionare a causa di un’anomalia tecnica che ne ha impedito la raccolta dei dati. Per evitare interruzioni prolungate, l’Europa ha rapidamente ripristinato la costellazione, lanciando Sentinel-1C nel 2024, seguito un anno dopo da Sentinel-1D, oggi pienamente operativo.

Con applicazioni che spaziano dal monitoraggio dei ghiacci marini e dei disastri naturali – come terremoti, alluvioni e frane – al rilevamento della deformazione del suolo e al controllo della deforestazione, la capacità di operare continuativamente e in qualsiasi condizione rende questi satelliti strumenti indispensabili per la sicurezza, la ricerca scientifica e la gestione delle emergenze.

La nuova generazione di satelliti ha introdotto anche importanti innovazioni in termini di sostenibilità. Sentinel-1C e Sentinel-1D sono dotati, per la prima volta al mondo, di un nuovo meccanismo di separazione progettato per ridurre la produzione di detriti spaziali, un problema oggi sempre più rilevante. La scelta sottolinea inoltre l’impegno verso i principi dello ‘spazio pulito’ da parte dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della Commissione Europea, che guardando già alla missione successiva: Sentinel-1 Next Generation, progettata per garantire la continuità delle misurazioni fino alla metà degli anni 2030 e oltre.

In apertura: la missione Sentinel-1. Crediti: Esa.

Scopri di più sulla costellazione di ‘sentinelle’ del programma Copernicus ⬇️

Gloria Nobile: Penna per scrivere, voce per raccontare. Sono una comunicatrice scientifica, da sempre appassionata di astronomia e documentari. Dopo la Laurea magistrale in Giornalismo, ho conseguito il Master in Comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste. Oggi scrivo per l’Agenzia spaziale italiana e mi occupo della comunicazione della candidatura italiana per il progetto Einstein Telescope.