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Marte, un paesaggio sospeso tra cenere e sabbia

In questa nuova immagine della superficie di Marte, la sonda Mars Express dell’Esa ha catturato uno scenario che racchiude le sabbie color ocra, tipiche del pianeta rosso, contrapposte ai depositi di cenere vulcanica nell’area dell’antico bacino Utopia Planitia.

Marte, infatti, è stato plasmato da imponenti e violente eruzioni vulcaniche; ospita persino il vulcano più grande del Sistema Solare, l’Olympus Mons.

L’Utopia Planitia era stato già fotografato dalle sonde Viking della Nasa nel 1976 e il paragone tra i due scatti mostra come la cenere si sia diffusa in pochi in decenni.

Secondo gli scienziati, il fenomeno potrebbe essere spiegato in due modi: o la cenere è stata sollevata e trasportata dai venti marziani, o, viceversa, la polvere ocra che in precedenza ricopriva la cenere scura è stata spazzata via.

Nell’immagine si possono anche osservare avvallamenti con i bordi ondulati tipici di regioni soggette a cicli di gelo e disgelo e che indicano la presenza di ghiaccio sepolto. La depressione dell’Utopia Planitia infatti si ritiene che in passato ospitasse acqua.

I fossati, invece, noti anche come graben, si formano quando la superficie si frattura a causa dell’attività tettonica o perché gli strati di sedimenti umidi creano zone fragili.

Dal 2003, Mars Express ha mappato la superficie del pianeta rosso a colori, in tre dimensioni e con una risoluzione senza precedenti, fornendo informazioni che hanno radicalmente cambiato la nostra comprensione su Marte.

 

Crediti video: Esa, Nasa

Barbara Ranghelli: Giornalista scientifica. Da sempre attratta dal cielo, ho iniziato a indagarlo dall’età di 7 anni. Prima con mio zio dalla Sicilia, poi con la rivista “L‘Astronomia” fondata da Margherita Hack che raccontava le Costellazioni attraverso i Miti, infine con l’associazione astrofili “Altair” di Ostia, utilizzando il telescopio. Dopo una lunga parentesi nelle produzioni televisive broadcast, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio Basso di Roma e dal 2022 sono socia dell’Unione Giornalisti Scientifici Italiani.