L’attesa per il settimo volo di Alpha è finita. Lo scorso 11 marzo, il vettore sviluppato da Firefly Aerospace è decollato con successo dalla Vandenberg Space Force Base, in California, completando la missione dimostrativa tecnologica denominata Stairway to Seven, un riferimento nemmeno tanto implicito al percorso di crescita tecnologica e industriale intrapreso dall’azienda texana produttrice di Blue Ghost.
Il volo ha confermato la solidità della configurazione attuale del razzo, portando in orbita un payload dimostrativo per Lockheed Martin. Durante le fasi critiche dell’ascesa, i due stadi hanno funzionato correttamente, con una perfetta riaccensione del motore dello stadio superiore che ha permesso di raggiungere un’altitudine di circa 245 chilometri.
Questo successo non rappresenta solo un traguardo tecnico, ma anche un punto di svolta strategico per l’azienda texana. Alpha è un vettore relativamente nuovo nel panorama dei lanciatori leggeri e, come molti programmi emergenti, ha attraversato una fase fisiologica di messa a punto. Alcune missioni precedenti non hanno raggiunto pienamente gli obiettivi prefissati, ma hanno fornito dati essenziali per l’evoluzione del progetto. Firefly ha infatti condotto un’analisi approfondita delle prestazioni del veicolo, introducendo miglioramenti nei processi di progettazione, produzione e test.
«Negli ultimi mesi abbiamo analizzato a fondo i nostri processi in ambito ingegneristico, produttivo, di test, integrazione e operazioni, investendo il tempo necessario per apportare una serie di miglioramenti volti a garantire un livello superiore di qualità e affidabilità in ogni Alpha che consegniamo e lanciamo», ha dichiarato l’amministratore delegato Jason Kim, evidenziando un approccio sistematico alla maturazione del programma. L’azienda punta a migliorare l’affidabilità del vettore e ottimizzare i tempi e i costi di produzione per i prossimi lanciatori, attraverso una nuova configurazione di Alpha, chiamata Block II, che introdurrà miglioramenti sostanziali all’avionica, ai sistemi di protezione termica e alla capacità di carico grazie all’allungamento del primo e del secondo stadio del razzo. Alcuni componenti di questa nuova versione sono stati testati proprio durante questo lancio, fornendo dati preziosi per il futuro prossimo della compagnia.
L’affidabilità dimostrata con il vettore Alpha consolida la fiducia nelle capacità industriali di Firefly, riconosciuta a livello internazionale per il risultato raggiunto lo scorso anno con Blue Ghost, il primo lander commerciale a effettuare un allunaggio con pieno successo. Un’impresa che ha rappresentato un traguardo tecnologico anche per l’Italia, che ha visto atterrare sulla Luna il suo primo strumento attivo: Lugre (Lunar Gnss Receiver Experiment) il primo ricevitore satellitare a calcolare la sua posizione sulla Luna, sviluppato in Italia da Qascom per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, in collaborazione con la Nasa.
Immagine in alto: Il razzo Alpha di Firefly Aerospace decollato l’11 marzo dalla Vandenberg Space Force Base. Crediti: Firefly Aerospace.