C’è un modo nuovo di osservare i pianeti del Sistema Solare: ascoltarli. Non si tratta di un artificio poetico, ma di un vero e proprio metodo scientifico, la sonificazione, che traduce dati astronomici in suoni. Le nuove elaborazioni realizzate con i dati dell’Osservatorio a raggi X Chandra della Nasa trasformano tre giganti del Sistema Solare — Giove, Saturno e Urano — in altrettante esperienze audiovisive, ampliando le possibilità di esplorazione e rendendo più accessibili le informazioni raccolte dai telescopi.
Ogni sonificazione è presentata come la colonna sonora di un breve video. Una linea di attivazione attraversa l’immagine composita del pianeta: quando incontra un elemento visivo — una nube di raggi X, un anello, una regione luminosa — quel dettaglio viene convertito in un suono. Il risultato è un linguaggio nuovo, che permette di percepire i dati astronomici in modo multisensoriale.
Sebbene Chandra sia noto soprattutto per le sue osservazioni di buchi neri e fenomeni ad alta energia, il telescopio ha un ruolo importante anche nello studio del Sistema Solare. Il Sole emette raggi X che possono essere riflessi da pianeti, lune e altri corpi, fornendo agli astronomi informazioni preziose su processi fisici non rilevabili con altri strumenti. Le sonificazioni trasformano questi dati, che arrivano sulla Terra sotto forma di codice binario, in frequenze udibili, mantenendo l’integrità scientifica delle osservazioni.
Rappresentazione sonora di Giove. Crediti: Raggi X: Nasa/Cxc/Sao; Infrarossi: Nasa/Esa/Csa/STScI; Elaborazione delle immagini: Nasa/Cxc/Sao/J. Maggiore, S. Wolk; Sonificazione: Nasa/Cxc/Sao/K.Arcand, System Sounds (M. Russo, A. Santaguida).
La rappresentazione sonora di Giove combina i dati a raggi X di Chandra con un’immagine infrarossa del telescopio spaziale Hubble. I suoni degli strumenti a fiato rivelano le emissioni X, comprese quelle generate dalle aurore del pianeta, mentre altri strumenti musicali riproducono la complessità degli strati di nubi.
Rappresentazione sonora di Saturno. Crediti: Raggi X: Nasa/Msfc/Cxc/A.Bhardwaj et al.; Ottico: Nasa/Jpl-Caltech/Ssi; Sonificazione: Nasa/Cxc/Sao/K.Arcand, System Sounds (M. Russo, A. Santaguida).
Saturno viene invece raccontato attraverso la combinazione di un’immagine ottica della missione Cassini e dei raggi X di Chandra: un suono simile a una sirena segue l’arco degli anelli, mentre diverse tonalità di sintetizzatori accompagnano il passaggio della scansione sul disco del pianeta.
Rappresentazione sonora di Urano. Crediti: Raggi X: Nasa/Cxc/University College London/W. Dunn et al; Ottico: WM Keck Observatory; Sonificazione: Nasa/Cxc/Sao/K.Arcand, System Sounds (M. Russo, A. Santaguida).
Infine, la sonificazione di Urano utilizza i dati raccolti da Chandra e dall’Osservatorio WM Keck. Le variazioni sonore riflettono la quantità di luce rilevata e l’orientamento dell’anello, offrendo un ritratto acustico del gigante di ghiaccio.
Il programma di sonificazione, avviato nel 2020 dal Chandra X-ray Center, vede la collaborazione di astrofisici, musicisti ed esperti di accessibilità. I risultati del progetto sono stati valutati attraverso test condotti su pubblici diversi, inclusi partecipanti non vedenti o ipovedenti. Le risposte hanno mostrato miglioramenti significativi nella comprensione, nel coinvolgimento e nel desiderio di approfondire i contenuti scientifici, oltre a una forte risposta emotiva ai dati trasformati in suono. Le sonificazioni si confermano così uno strumento efficace per ampliare l’accessibilità e la fruizione delle scoperte astronomiche, offrendo alla scienza nuovi linguaggi per raccontarsi.
Immagine in alto: Giove e Urano. Crediti Nasa.