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Dentro le aurore: Nasa studia le enigmatiche aurore nere

I razzi Badass e Gneiss indagano i flussi di elettroni e i ‘buchi’ nelle aurore polari

Avete mai visto un’aurora nera? Questi rari eventi atmosferici si manifestano come regioni scure all’interno delle più comuni aurore polari, gli spettacolari giochi di luce generati dall’interazione tra il vento solare e l’atmosfera terrestre.
Quando precipitano nella ionosfera, gli elettroni rendono fluorescenti le particelle dell’atmosfera, dando origine alle aurore. Ma se incontrano regioni carenti di particelle ionosferiche, invece di continuare la loro discesa vengono proiettati verso l’alto, nello spazio, creando veri e propri ‘buchi’ scuri nell’aurora.
Per studiare la genesi di queste misteriose aurore nere, il 9 febbraio Nasa ha lanciato dall’Alaska la missione Badass, due missili gemelli suborbitali che hanno raccolto dati per determinare le cause dell’inversione del flusso di elettroni.

Il giorno successivo è stata invece la volta della missione Gneiss, un’altra coppia di razzi sonda lanciati da Nasa fino a 320 km di quota per studiare il funzionamento interno delle aurore. Questi giochi di luce rappresentano infatti solo una tappa nel percorso dei fasci di elettroni che dallo spazio penetrano nell’atmosfera terrestre. Una volta generata l’aurora, gli elettroni si disperdono in direzioni complesse e ancora non del tutto prevedibili.
I razzi Gneiss forniranno una visione tridimensionale dell’ambiente elettrico in cui si sviluppa un’aurora, ricostruendo i percorsi tortuosi degli elettroni dopo l’emissione luminosa.

Le missioni Gneiss e Badass offriranno così dati fondamentali per migliorare il monitoraggio delle aurore, fenomeni legati alle tempeste geomagnetiche che possono causare problemi ai satelliti in orbita e mettere a rischio la salute degli astronauti.

Giuseppe Nucera: Comunicatore scientifico e Multimedia producer. Laureato in Sociologia, ho conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e dell'Innovazione Sostenibile dell'Università Milano-Bicocca. Dal 2012 collaboro con diverse agenzie editoriali e pubbliche per comunicare online ricerche e progetti scientifici.