È anche con l’acqua che prende forma, passo dopo passo, il ritorno dell’uomo verso la Luna. Presso il Nasa Stennis Space Center, in Mississippi, l’acqua è stata infatti al centro di un test importante in vista delle missioni Artemis. Il 30 gennaio l’agenzia statunitense ha attivato, portandolo per la prima volta a pieno regime, un sistema idrico al banco di prova Thad Cochran (B-2), raccogliendo dati per i prossimi test di un nuovo stadio dello Space Launch System (Sls), destinato a volare nella missione Artemis 4.
L’obiettivo era verificare il corretto funzionamento dei nuovi sistemi di raffreddamento installati per il Green Run, la serie di collaudi a terra dell’exploration upper stage (Eus). Questo stadio, più potente rispetto a quelli precedenti, utilizza quattro motori RL10 alimentati a idrogeno e ossigeno liquidi ed è pensato per la versione evoluta Block 1B dell’Sls.
Durante il cosiddetto Green Run, ogni sistema verrà acceso e controllato, fino al momento più delicato: l’accensione a caldo simultanea dei quattro motori, proprio come avverrà in una missione reale. Per affrontare il calore e le sollecitazioni estreme generate dai motori, al banco di prova sono stati installati nuovi sistemi di raffreddamento ad acqua, pensati per proteggere le strutture e guidare in sicurezza i gas di scarico.
Il test è servito anche a verificare la capacità dell’impianto idrico di Stennis. A differenza delle prove standard, questa configurazione richiederà il funzionamento contemporaneo di tutte le undici pompe disponibili, spingendo il sistema al massimo delle sue possibilità.
In apertura: attivazione del sistema idrico presso il banco di prova Thad Cochran (B-2). Crediti: Nasa/Danny Nowlin.