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A caccia di uno storico luogo lunare con l’Intelligenza Artificiale

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Nel 1966, nel pieno della cosiddetta ‘corsa allo spazio’, è stata la prima sonda a posarsi sulla Luna, fotografandone la superficie, e ora torna alla ribalta per uno studio centrato sull’individuazione precisa del suo sito di allunaggio con le tecnologie odierne: si tratta di Luna 9, sonda di quella che all’epoca era l’Unione Sovietica, che il 3 febbraio di 60 anni fa raggiunse il nostro satellite naturale dopo un viaggio di circa 3 giorni. Tuttora, però, non sappiamo ancora dove di preciso Luna 9 sia atterrata.

L’esatta posizione del luogo dove si è posata Luna 9 è stata un rebus per decenni: uno studio di npj Space Exploration, rivista scientifica dedicata all’esplorazione umana e robotica del Sistema Solare, cerca ora di dare una risposta, utilizzando l’Intelligenza Artificiale. La ricerca è stata condotta da un team internazionale, coordinato dall’University College di Londra, e si è basata su un algoritmo avanzato di machine learning.

La procedura di allunaggio di Luna 9 fu piuttosto articolata: la sonda, poco prima di colpire la superficie lunare e schiantarsi a una distanza di sicurezza, sganciò dall’alto una capsula sferica dal diametro di 58 centimetri e del peso di circa 100 chilogrammi. La capsula rimbalzò più volte e poi si fermò, dispiegando quattro pannelli simili a petali; rimase operativa per soli tre giorni, ma riuscì a inviare una notevole quantità di dati che diedero un prezioso contributo ai futuri sviluppi dell’esplorazione lunare. Le immagini trasmesse da Luna 9 mostravano una zona pianeggiante e per decenni si è ritenuto che l’allunaggio fosse avvenuto nell’Oceano delle Tempeste, situato sul margine occidentale del lato visibile della Luna.

Questo evento storico diede però il via a una lunga serie di interrogativi sul luogo effettivo dell’allunaggio, nonostante le coordinate fossero state rese note (7.08° N, –64.37° E) ma dato il livello di incertezza nei calcoli originali, la sonda potrebbe essere atterrata poteva trovarsi a decine di chilometri di distanza dalle coordinate pubblicate. L’interesse verso questo enigma ha ripreso quota a partire dal 2009, quando fu lanciata la sonda Lro (Lunar Reconnaissance Orbiter) della Nasa: gli scienziati, infatti, speravano che le immagini ad alta risoluzione della sua fotocamera Lroc potessero finalmente individuare i resti di Luna 9.

Il team della ricerca ha dunque pensato di ricorrere all’Intelligenza Artificiale utilizzando Yolo-Eta (You Only Look Once-Extraterrestrial Artifact), un algoritmo che era stato addestrato per riconoscere le caratteristiche principali dei siti di allunaggio delle missioni Apollo. Yolo-Eta è stato applicato a un’area delle dimensioni di 5 per 5 chilometri intorno alle coordinate sopra citate e ha permesso di individuare diversi siti promettenti: questi luoghi, infatti, mostrano segni compatibili con perturbazioni create dall’allunaggio di veicoli spaziali che impattano sul suolo lunare.

I ricercatori potrebbero, a breve, avere una conferma dei risultati prodotti da Yolo-Eta: infatti, a marzo 2026 l’orbiter della missione Chandrayaan-2 dell’agenzia spaziale indiana Isro sorvolerà la regione dove si trovano i siti indicati dall’algoritmo e procederà con una mappatura ad alta risoluzione. Gli autori del paper ritengono che l’Intelligenza Artificiale possa essere uno strumento-chiave per migliorare le conoscenze sulla geologia lunare, anche in prospettiva di future missioni esplorative.

In alto: i siti individuati dall’algoritmo Yolo-Eta (Crediti: Pinault et al.) 

Valeria Guarnieri: Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, è laureata in Lettere Moderne con lode all'Università di Roma "La Sapienza" e lavora in ASI dal 2000. Dal 2011 si occupa di comunicazione web e social presso l'Ufficio Comunicazione dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.