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Una gigantesca macchia sta dominando da alcuni giorni l’attività della superficie del Sole. Dopo la sua comparsa sul versante visibile della nostra stella, il 30 gennaio scorso, è cresciuta a una velocità impressionante fino a raggiungere un’estensione pari a circa quindici volte quella della Terra. Sarà visibile ancora per qualche giorno e, con le dovute protezioni, è facile da individuare anche a occhio nudo.
Ma le sue dimensioni eccezionali non sono l’unico elemento che la rende speciale. Questa regione, nota come Ar 4366, si sta rivelando estremamente instabile magneticamente: l’attività turbolenta le fa accumulare e rilasciare continuamente energia. Nel giro di pochi giorni ha prodotto decine di brillamenti solari, inclusi eventi di classe M e X, che sono tra i più potenti che il Sole possa generare.
Uno di questi, un imponente flare di classe X4.2, ha investito la Terra poche ore fa, disturbando le comunicazioni radio in diverse aree dell’Europa e dell’Africa. Si tratta di esplosioni elettromagnetiche colossali, causate da improvvisi riassetti dei campi magnetici solari, una sorta di ‘scossa’ che libera enormi quantità di energia.
Fortunatamente, queste eruzioni non sono sempre accompagnate da espulsioni di massa coronale (Cme), le immense nubi di plasma che, se dirette verso la Terra, possono innescare tempeste geomagnetiche particolarmente preoccupanti e dannose.
Nonostante l’attività frenetica della macchia Ar 4366, gli effetti sul nostro pianeta sono stati finora abbastanza limitati. Ma una regione così grande e instabile resta sotto stretta osservazione degli scienziati, perché può passare, in qualsiasi momento, da uno spettacolo affascinante di aurore boreali, a un potenziale rischio per l’attività dei satelliti, i sistemi di navigazione e le telecomunicazioni.
CREDITS: Noaa, Nasa, Nasa Goddard, SpaceWeather
MUSIC: Paulyudin