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Esa seguirà il rientro in atmosfera di due satelliti

Samba e Tango, due satelliti della costellazione Cluster, sono stati riposizionati per consentire a un aereo di monitorare il loro rientro previsto per la prossima estate

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L’Agenzia spaziale europea si prepara a osservare da vicino il rientro in atmosfera di due satelliti gemelli della missione Cluster, Samba e Tango, previsto per la prossima estate. L’operazione, che coinvolgerà un piccolo aereo con a bordo un team di ricercatori, ha l’obiettivo di raccogliere dati preziosi su questa fase critica dei satelliti a fine vita.

Lo smaltimento controllato dei satelliti non più operativi è fondamentale per ridurre il rischio di collisioni nello spazio e contenere la crescita dei detriti orbitali, uno dei principali problemi per la sicurezza e la sostenibilità delle attività spaziali. I dati raccolti durante il rientro in atmosfera permettono inoltre di migliorare la progettazione di satelliti futuri, rendendone la fine vita più sicura, prevedibile e sostenibile.

Monitorare un rientro atmosferico da vicino è però una sfida complessa. Il processo è violento e difficile da prevedere con precisione, soprattutto per quanto riguarda il punto esatto della discesa finale, e si sviluppa a quote molto elevate, nell’alta atmosfera, a circa 80 chilometri sopra la superficie terrestre.

A rendere l’operazione ancora più impegnativa è il fatto che Esa intende osservare due rientri separati da circa 24 ore. Per consentire allo stesso aereo di monitorare sia Samba sia Tango partendo dallo stesso aeroporto, l’agenzia ha effettuato piccole manovre orbitali, avvicinando leggermente le traiettorie dei due satelliti.

Già nel 2024, Samba e Tango erano stati inseriti su orbite che ne avrebbero garantito un rientro sicuro sopra una zona remota dell’Oceano Pacifico meridionale. Le manovre più recenti faranno sì che i due satelliti rientrino in aree geografiche simili ma a distanza di circa un giorno l’uno dall’altro, permettendo al team scientifico di rientrare a terra dopo il primo evento e prepararsi per il successivo. In particolare, Samba scenderà leggermente più a est, mentre Tango rientrerà un po’ più a ovest. Le manovre necessarie per regolare le traiettorie sono state effettuate il 19 e il 20 gennaio.

Samba e Tango non saranno i primi satelliti Cluster a essere osservati durante il rientro. In precedenza, Esa ha già monitorato la discesa di Salsa, il primo dei quattro satelliti della missione, rientrato l’8 settembre 2024. Anche in quell’occasione, un aereo con a bordo gli scienziati ha volato per ore fino al limite della zona di sicurezza vicino al punto previsto di rientro, raccogliendo dati fondamentali sulle fasi finali della discesa.

«I quattro satelliti Cluster sono identici e quindi, osservandoli rientrare nell’atmosfera in un luogo prevedibile con traiettorie leggermente diverse e in condizioni meteorologiche differenti, abbiamo l’opportunità unica di condurre un prezioso esperimento per studiare la loro frammentazione», spiega Beatriz Jilete, ingegnera dei sistemi di monitoraggio dei detriti spaziali presso l’Esa.

L’osservazione dei rientri dei satelliti Cluster è parte di un piano più ampio di Esa. Il prossimo passo sarà la missione Draco, il cui lancio è previsto per il 2027, pensata per studiare un rientro atmosferico dall’interno. Draco non avrà una missione operativa: il suo unico obiettivo sarà attraversare l’atmosfera terrestre registrando l’intero processo di distruzione grazie a oltre duecento sensori, quattro telecamere e una capsula progettata per preservare i dati.

Anche in questo caso, gli scienziati Esa saranno pronti a osservare l’evento dall’alto. «Con tre campagne di osservazione alle spalle, il team sarà in grado di collegare le osservazioni effettuate dall’aereo a ciò che sta accadendo all’interno di Draco in quel preciso momento», spiega Stijn Lemmens, responsabile del progetto Draco presso l’Esa.

I dati combinati provenienti dai rientri dei satelliti Cluster e dalla missione Draco consentiranno di migliorare i modelli di rientro atmosferico, rendendo più accurate le previsioni e contribuendo allo sviluppo di satelliti più sostenibili, e garantendo una maggiore sicurezza a persone e infrastrutture.

Immagine in evidenza: rappresentazione artistica di un satellite della costellazione Cluster di Esa durante il suo rientro in atmosfera. Crediti: Esa/David Ducross

 

Guarda qui sotto il Deep Space sul ruolo dell’Italia nella lotta ai detriti spaziali.

Giuseppe Nucera: Comunicatore scientifico e Multimedia producer. Laureato in Sociologia, ho conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e dell'Innovazione Sostenibile dell'Università Milano-Bicocca. Dal 2012 collaboro con diverse agenzie editoriali e pubbliche per comunicare online ricerche e progetti scientifici.