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Vent’anni di universo a raggi X

The supermassive black hole at the center of the Milky Way may be producing tiny particles, called neutrinos, that have virtually no mass and carry no electric charge. This Chandra image shows the region around the black hole, known as Sagittarius A*, in low, medium, and high-energy X-rays (red, green, and blue respectively.) Scientists have found a connection to outbursts generated by the black hole and seen by Chandra and other X-ray telescopes with the detection of high-energy neutrinos in an observatory under the South Pole.

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Dopo oltre vent’anni di osservazioni, l’Osservatorio a raggi X Chandra della Nasa ha messo ordine nel suo immenso patrimonio scientifico con la pubblicazione dell’archivio di sorgenti X più completo mai realizzato. Il catalogo raccoglie dati accumulati fino al 2020 e permette agli scienziati che utilizzano altri telescopi, inclusi Hubble e James Webb, di combinare le informazioni provenienti dai raggi X con quelle ottenute in altre lunghezze d’onda.

A testimoniare la ricchezza del catalogo è una nuova immagine del centro della Via Lattea, la regione che circonda Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio attorno a cui ruota la nostra galassia. In un’area di cielo che si estende per circa 60 anni luce, Chandra ha individuato oltre 3mila sorgenti che emettono raggi X, rivelando un ambiente denso, complesso e dinamico.

L’immagine, dominata da tonalità di arancione, oro e blu, mostra una fitta popolazione di punti luminosi, nubi diffuse e filamenti sottili. Al centro spicca una regione brillante e irregolare, segno dell’intensa radiazione prodotta nei pressi del buco nero. Due grandi lobi di gas caldo si estendono per una dozzina di anni luce ai lati di Sagittarius A*, fornendo la prova di potenti eruzioni avvenute più volte negli ultimi 10mila anni e indicando che il buco nero centrale ha attraversato fasi di attività molto più intensa rispetto a quella osservata oggi.

Questo mosaico è il risultato della combinazione di 86 osservazioni, per un totale di oltre tre milioni di secondi di tempo osservativo. Nella rappresentazione del cielo, proiettata in modo simile a come la Terra è spesso raffigurata nelle mappe del mondo, il nucleo della Via Lattea si trova al centro, con il piano galattico disposto orizzontalmente lungo l’immagine. Un cerchio indica la posizione di ciascuna rilevazione, e la dimensione riflette il numero di osservazioni accumulate in quel punto nel corso del tempo.

A impreziosire l’archivio c’è anche una nuova sonificazione del cielo a raggi X: una traduzione dei dati astronomici in suoni che ripercorre 22 anni di missione, dal lancio fino al 2021, offrendo un modo inedito di ascoltare l’universo osservato da Chandra.

Gloria Nobile: Penna per scrivere, voce per raccontare. Sono una comunicatrice scientifica, da sempre appassionata di astronomia e documentari. Dopo la Laurea magistrale in Giornalismo, ho conseguito il Master in Comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste. Oggi scrivo per l’Agenzia spaziale italiana e mi occupo della comunicazione della candidatura italiana per il progetto Einstein Telescope.