La missione Plato (Planetary Transits and Oscillations of stars), dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), ha raggiunto una tappa fondamentale nel suo percorso verso il lancio. La costruzione del satellite era stata completata lo scorso ottobre con l’installazione dello scudo solare e dei pannelli solari, seguita poi da un test di dispiegamento per verificare la corretta apertura del sistema nello spazio.
Il satellite ha ora superato anche una prima serie di test di vibrazione, durante la quale è stato sottoposto a forti scossoni per simulare le sollecitazioni del decollo. Le prove riproducono le fasi più critiche del volo – quando le vibrazioni sono più intense – per assicurare che nessun componente venga danneggiato.
Plato è stato poi collocato nella camera acustica dell’Esa, dove è stato ‘bombardato’ da un rumore assordante simile a quello che sperimenterà durante il decollo. I prossimi test si svolgeranno nel Large Space Simulator, la più grande camera a vuoto d’Europa, per verificare la resistenza alle temperature estreme e al vuoto dello spazio.
Il satellite è dotato di 26 piccoli telescopi progettati per osservare stelle brillanti e individuare esopianeti simili alla Terra attraverso il metodo del transito, rilevando le minime variazioni di luminosità stellare causate dal passaggio di un pianeta davanti alla propria stella.
La missione vanta una forte partecipazione italiana, sostenuta dall’Agenzia Spaziale Italiana che riveste un ruolo di primo piano nei settori dell’ottica, dell’elettronica e dell’analisi dei dati. Attraverso il contributo di diverse aziende, enti e centri di ricerca, l’Italia partecipa sia allo sviluppo degli strumenti di bordo sia alla realizzazione e gestione del segmento di terra della missione.
Plato dovrebbe essere pronto per il lancio entro la fine dell’anno, con un decollo a bordo di un Ariane 6 previsto per gennaio 2027.