X

La Luna vista da vicino grazie a un algoritmo

👉 Seguici anche sul nostro canale WhatsApp! 🚀

 

Ridefinire il modo in cui gli scienziati mappano la superficie della Luna, rendendo il processo più snello e preciso per favorire la pianificazione delle missioni lunari. Con questo obiettivo i ricercatori della Brown University del Rhode Island negli Stati Uniti, hanno sviluppato un algoritmo utilizzando la tecnica della fotoclinometria (o Shape-from-shading), che sfrutta le condizioni di illuminazione del terreno, e pubblicato la ricerca su The Planetary Science Journal.

Con i dati che negli ultimi 15 anni ha rilasciato il Lunar Reconnaissance Orbiter (Lro) della Nasa gli scienziati hanno creato modelli dettagliati del suolo lunare, delineando crateri, creste, pendii, utilizzando la tecnica che utilizza la forma dell’ombreggiatura. Analizzando il modo in cui la luce colpisce la superficie, i ricercatori stimano la forma tridimensionale di rilievi e avvallamenti, utilizzando immagini composite bidimensionali del Lro.

«Dobbiamo comprendere la topografia della superficie della Luna dove non c’è tanta luce, come per esempio le aree in ombra del Polo Sud lunare, obiettivo delle missioni Artemis – ha detto Benjamin Boatwright, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Terra, Ambientali e Planetarie della Brown e autore principale dello studio – Ciò consentirà al software di atterraggio autonomo di navigare ed evitare pericoli, come grandi rocce e massi, che potrebbero mettere a repentaglio una missione. A questo scopo, abbiamo implementato un algoritmo di allineamento delle immagini che seleziona le caratteristiche di un’immagine e cerca di trovare quelle stesse caratteristiche nell’altra e poi le allinea, in modo da non dover stare lì a tracciare manualmente i punti di interesse su più immagini, il che richiede molte ore e impegno cerebrale».

Algoritmi informatici avanzati potrebbero essere in grado di automatizzare gran parte del processo e aumentare la risoluzione dei modelli. Secondo Boatwright e James Head, secondo autore della ricerca, continuare a elaborare dati topografici sarà fondamentale per sviluppare una solida struttura di dati lunari a sostegno di una presenza umana sostenibile sulla Luna.

 

Immagine di copertina: Superficie lunare fotografata durante le missioni Apollo – Crediti: Nasa

Barbara Ranghelli: Giornalista