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Marte, nuovo traguardo per Curiosity

Si è dovuto destreggiare in una vera e propria corsa a ostacoli su terreni sabbiosi, ma alla fine è riuscito ad avere la meglio e a raggiungere la meta: l’atleta in questione è Curiosity, il rover della Nasa attivo su Marte dal 2012, che è arrivato in una zona del pianeta ritenuta di grande interesse per approfondire la storia del suo clima.

Curiosity, infatti, si trova ora in un’area del Monte Sharp ricca di minerali salati. Secondo gli scienziati, in questo territorio dovevano essere presenti torrenti e specchi d’acqua che, miliardi di anni fa, si sono asciugati lasciandosi dietro questi minerali; da essi si potrebbero trarre informazioni importanti sull’evoluzione del clima di Marte.

La presenza dei minerali era nota agli studiosi da prima dell’arrivo di Curiosity sul pianeta; essi infatti erano stati precedentemente osservati della sonda Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, lanciata nel 2005. Il rover, poco dopo l’inizio della sua attività, aveva già individuato alcuni tipi di rocce che presentavano i segni dell’azione erosiva dell’acqua e minerali salati come il solfato di magnesio, il solfato di calcio e il cloruro di sodio.

Per raggiungere la zona dei minerali salati, Curiosity ha dovuto affrontare oltre un mese di viaggio tra le sabbie insidiose del piccolo canyon Paraitepuy Pass, che si snoda tra i rilievi Bolivar e Deepdale. La sabbia, infatti, avrebbe potuto far perdere aderenza alle ruote di Curiosity che si sarebbe potuto impantanare. Anche la presenza dei rilievi ha causato problemi, limitando la visuale del rover che ha dovuto procedere con estrema cautela.

La scelta della formazione rocciosa da cui prelevare campioni non è stata facile per i tecnici della missione: oltre alle considerazioni di natura scientifica, essi hanno dovuto tenere presente l’usura degli strumenti di Curiosity: le rocce, infatti, vengono vagliate con molta cura per evitare quelle più resistenti che potrebbero mandare in tilt il braccio robotico del rover.

La roccia individuata per raccogliere il 36° campione, chiamata Canaima, ha destato all’inizio qualche perplessità: l’assenza di segni o ammaccature poteva essere indicativa di un elevato livello di durezza. Il team del rover ha quindi studiato un nuovo algoritmo per effettuare lo scavo senza sollecitare troppo il braccio robotico ed è riuscito a prelevare il campione che ora attende di essere esaminato dagli strumenti CheMin (Chemical and Minerology instrument) e Sam (Sample Analysis at Mars instrument).

Curiosity e la sua squadra di tecnici però non possono riposare sugli allori: la nuova zona, infatti, presenta un terreno fortemente accidentato in cui sarà difficile individuare un posto dove il rover potrà stazionare stabilmente con tutte e sei le ruote.

In ogni caso, Curiosiy, che ha recentemente festeggiato 10 anni sul Pianeta Rosso, ha sinora dimostrato di cavarsela egregiamente ed è pronto per scrivere un nuovo capitolo della sua esperienza marziana.

In alto: la zona sabbiosa attraversata da Curiosity per raggiungere la nuova area di studio (Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Msss) 

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