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Qualche ‘acciacco’ per le Voyager

Quasi 45 anni e iniziare a sentirli: così si potrebbe riassumere la condizione attuale delle Voyager, le sonde Nasa progettate per esplorare il Sistema Solare esterno. Lanciate ambedue nel 1977 (la 2 il 20 agosto e la 1 il 5 settembre), detengono il record di distanza mai raggiunto da un manufatto umano: la 2 si trova a 19,3 miliardi di chilometri dalla Terra, mentre la 1 a 23,3 miliardi. Inoltre, sono le missioni Nasa più longeve dato che continuano a trasmettere preziose informazioni dal loro viaggio nel mezzo interstellare.

Prossime a festeggiare il compleanno, le gemelle stanno dando qualche grattacapo ai tecnici che le seguono. Uno dei problemi principali che le affligge è la carenza di energia: la loro fonte – energia nucleare – sta scemando e gli ingegneri sono stati costretti a spegnere alcuni sottosistemi per ottimizzare le risorse.

Tra gli apparecchi messi a riposo vi sono anche alcuni dispositivi termici, la cui pausa non ha pregiudicato le attività scientifiche delle Voyager: i loro strumenti finora sono stati in grado di operare anche a basse temperature.

Il team del programma Voyager a breve si riunirà per discutere su come pianificare il futuro delle sonde, soprattutto per valutare l’eventualità di spegnere qualche altro dispositivo. Con questa strategia di ‘conservazione’ energetica i tecnici contano di far proseguire l’operatività delle sonde almeno per altri 5 anni.

Gli imprevisti, a questo punto, potrebbero giungere da cedimenti dell’hardware e dei software. Pochi mesi fa, infatti, Voyager 1 aveva manifestato dei problemi nel suo sistema di telemetria che aveva inviato a terra dati non validi.

Comunque, con quasi 45 anni di esplorazione spaziale sulle spalle, le sonde hanno più che mai superato la soglia di vita operativa prevista all’inizio del loro viaggio nel cosmo (la missione primaria si è conclusa nel 1989) e stanno affrontando egregiamente un ambiente insidioso, caratterizzato da forti radiazioni e mai sperimentato prima da altri veicoli spaziali.

I dati raccolti sinora dalle longeve gemelle nel mezzo interstellare hanno fornito un importante contributo nella conoscenza di questa remota area dello spazio e per questo i tecnici si stanno impegnando al massino per mantenere in ‘buona salute’ le Voyager. Insomma, nonostante qualche inevitabile ‘acciacco’, è ancora presto per parlare di pensionamento.

In alto: Elaborazione artistica della sonda Voyager 1 nel mezzo interstellare (Crediti: Nasa/Jpl, Caltech photojournal) 

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