Site icon Global Science

Scoperta una galassia fossile del primo universo

A unique ultra-faint dwarf galaxy has been discovered in the outer fringes of the Andromeda Galaxy thanks to the sharp eyes of an amateur astronomer examining archival data from the US Department of Energy-fabricated Dark Energy Camera on the Víctor M. Blanco 4-meter Telescope at Cerro Tololo Inter-American Observatory (CTIO) and processed by the Community Science and Data Center (CSDC). Follow-up by professional astronomers using the International Gemini Observatory revealed that the dwarf galaxy — Pegasus V — contains very few heavier elements and is likely to be a fossil of the first galaxies. All three facilities involved are Programs of NSF's NOIRLab.

Si chiama Pegasus V ed è un’insolita galassia nana ultra-debole scoperta ai margini della Galassia di Andromeda. Osservata dal telescopio Gemini, Pegasus V rivela una forte carenza di elementi più pesanti rispetto a galassie nane simili, indicando che possa essere molto vecchia, probabilmente un fossile delle prime galassie dell’Universo.

Rilevata dapprima dall’astrofilo italiano Giuseppe Donatiello, esaminando gli archivi della Community Science and Data Center del NoirLab di Nsf, la conferma della sua identificazione è giunta grazie a osservazioni successive tramite il telescopio Gemini North situato alle Hawaii.
Il suo specchio da 8,1 metri ha rilevato le stelle deboli che popolano la galassia, consentendo di misurare la distanza di Pegasus V e di determinare che la sua popolazione stellare è estremamente vecchia, nonostante la pochissima luminosità delle sue stelle, metro di misura con cui effettuare queste misurazioni.

«Questa scoperta segna la prima volta che una galassia così debole viene individuata intorno alla Galassia di Andromeda utilizzando un’indagine astronomica non specificamente progettata per questo compito», afferma Michelle Collins, astronoma dell’Università del Surrey, Regno Unito, e autrice principale del documento, ancora in fase di pubblicazione, che annuncia la scoperta.

Le galassie più deboli sono considerate fossili delle primissime galassie che si sono formate nell’Universo. Queste reliquie galattiche contengono indizi sulla formazione delle prime stelle. Tuttavia, nonostante siano previste assai numerose dai modelli cosmologici standard, esse sono state scovate meno di quanto le teorie prevederebbero.
La povertà di metalli osservata in Pegasus V tramite Gemini sarebbe la prova che la sua formazione stellare  sia cessata molto presto.

«Questa piccola galassia fossile dell’Universo primordiale può aiutarci a capire come si formano le galassie e se la nostra comprensione della materia oscura è corretta», continua Collins.

Questa scoperta è, inoltre, ulteriore conferma del contributo che il mondo degli astrofili possono dare all’astronomia. Pegasus V è stata scovata, infatti, dall’astrofilo italiano Giuseppe Donatiello, un vero cacciatore di galassie nane, che questa volta ha notato un’interessante “macchia” nei dati di un’immagine Desi Legacy Imaging Surveys.

«Tra i dati ho scovato Pegasus V, un vero fantasma che ho potuto scorgere più come un eccesso di rumore che raggruppamento di poche stelle risolte – afferma Donatiello – Qui la differenza l’ha fatta, ancora una volta, il sistema occhio/cervello. Nessun algoritmo di ricerca automatica sarebbe stato in grado di riconoscere l’oggetto, quindi l’ispezione visiva delle immagini rimane la strategia migliore se affiancata al necessario know-how».

Immagine in evidenza: la galassia nana ultra-debole Pegasus V osservata da Gemini North. Crediti: International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA

Exit mobile version