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Un ‘compito’ in più per Lucy

Si allunga la lista delle ‘visite’ in programma per Lucy, la missione Nasa lanciata il 16 ottobre 2021 e destinata allo studio degli asteroidi troiani. Si tratta della prima missione centrata su questi particolari corpi celesti: i troiani condividono la stessa orbita di un pianeta, ma senza il rischio di impatti perché orbitano intorno agli stabili punti lagrangiani L4 e L5. I pianeti per i quali sono noti questi compagni di viaggio sono Giove, Marte e Nettuno; in tempi recenti anche la Terra si è aggiunta a questo gruppo, dato che dieci anni fa è stato scoperto 2010 TK7, l’unico troiano la accompagna.

Gli asteroidi cui Lucy farà visita sono tutti associati a Giove, tranne uno che fa parte della Fascia principale. Recentemente gli scienziati hanno scoperto che uno dei target della sonda ha un compagno, facendo così incrementare l’elenco dei corpi celesti da analizzare.

A presentare questa particolarità è Polymele, il troiano che nella lista delle visite è al terzo posto; questo asteroide, secondo gli studiosi, ha una forma particolare e suggerisce che sia un fossile dell’antico Sistema Solare e che sia riuscito, fino a questo momento, ad evitare collisioni. Nello scorso mese di marzo, il team della missione era impegnato ad osservare Polymele nell’ambito di una serie di attività preparatorie per Lucy: in questa occasione i tecnici si sono accorti della presenza di un piccolo compagno roccioso, il cui diametro è pari a soli 5 chilometri. Il corpo celeste si trova a circa 200 chilometri di distanza da Polymele ed è situato nel suo piano equatoriale.

Il compagno di Polymele non ha ancora un nome: potrà averlo dopo la visita di Lucy, quando gli studiosi conosceranno le sue caratteristiche. Intanto, il team della missione l’ha chiamato scherzosamente Shaun, riferendosi alla protagonista della serie animata “Shaun the Sheep”. Il piccolo Shaun rappresenta il secondo caso di troiano aggiunto nel novero dei soggetti che Lucy osserverà, dopo la scoperta di un compagno dell’asteroide Eurybates, avvenuta due anni fa.

Lucy svolgerà il suo ciclo di ‘visite’ tra il 2025 e il 2033: il primo fly-by sarà con Donaldjohnson, poi con gli asteroidi del punto L4 (nel 2027-28) e infine con quello binario del punto L5. La missione, che fa parte del programma Discovery della Nasa, deve il suo nome all’ominide Lucy i cui resti furono rinvenuti in Etiopia nel 1974; il legame tematico tra questa scoperta e la missione, che permetterà alla comunità scientifica di studiare dei fossili risalenti agli albori del Sistema Solare, è evidente anche nella scelta di uno degli asteroidi da visitare, battezzato nel 2015 con il nome di uno degli antropologi scopritori dell’ominide, l’americano Donald Johnson.

Crediti immagine: Nasa/Jpl-Caltech

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