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Nuove super-Terre alle porte del nostro Sistema Solare

Sono stati scoperti due nuovi pianeti appena fuori dal nostro Sistema Solare.

Orbitano attorno a una nana rossa, HD 260655, che si trova a soli 33 anni luce dalla Terra e, secondo i primi calcoli, si potrebbe trattare di pianeti rocciosi, ovvero di super-Terre.

I ricercatori, guidati da Rafael Luque dell’Istituto di Astrofisica dell’Andalusia in Spagna, hanno combinato i dati del telescopio spaziale con i dati di quelli terrestri e pubblicato i risultati sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

Il telescopio spaziale Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) scopre gli esopianeti quando, dal suo piano di osservazione, un pianeta transita davanti alla sua stella; con questo metodo i ricercatori hanno calcolato il diametro di HD 260655b e HD 260655c. Dagli osservatori di Calar Alto in Spagna e Keck alle Hawaii, invece, gli astronomi hanno misurato l’oscillazione della nana rossa che, provocata dalla spinta gravitazionale dei due pianeti, ha permesso di determinare la massa di questi ultimi.

Dai calcoli risulta che il pianeta ‘b’ è 1,2 volte più grande della Terra, mentre il pianeta ‘c’ una volta e mezza. Sebbene sia certo che si tratti di pianeti rocciosi come il nostro, è anche certo che la loro vicinanza alla propria stella non permetta la presenza di vita. Ancora non è sicuro se i due nuovi mondi possiedano un’atmosfera e da cosa sia composta.

La relativa vicinanza alla Terra e la brillantezza di HD 260655, tra le più luminose della sua classe, rendono questo sistema planetario molto interessante per le condizioni di acquisizione dei dati, rientrando quindi tra i candidati delle prossime missioni del Webb Telescope; il telescopio potrà facilmente catturare la luce della stella attraverso l’atmosfera dei suoi pianeti e ottenere così le impronte molecolari dei gas che li circondano.

Imparare di più sulle atmosfere dei pianeti rocciosi aiuterà gli scienziati a comprendere la formazione e lo sviluppo di mondi come il nostro.

 

Immagine in apertura: illustrazione di un sistema planetario – Crediti: Nasa

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