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ESA dialoga con Nasa (e non solo) per ExoMars

Calano i riflettori sul 37 esimo Space Symposium, considerato tra i principali forum di incontro e di discussione a livello statunitense e internazionale per le politiche e la space economy, svolto a Colorado Springs tra il 4 e il 7 aprile.

Nella sessione dedicata ai capi di agenzia, il direttore dell’Agenzia Spaziale Europea Josef Aschbacher ha ringraziato la Nasa per aver offerto una speciale collaborazione per il programma europeo ExoMars, che si avvale di  un’importante partecipazione dell’Italia.

La missione pronta per la fase di lancio, è stata interrotta e sospesa dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con la dichiarazione dell’ESA dello scorso 17 marzo.

Congelato temporaneamente, il programma europeo, essenziale per l’ambizioso Sample Mars Return di ESA e Nasa, potrebbe trovare nel supporto offerto da Nasa una soluzione alternativa alla precedente collaborazione con la Russia.

«Le agenzie stanno esaminando opzioni per sostituire gli elementi russi di ExoMars, come il veicolo di lancio e la piattaforma di atterraggio. Altri componenti forniti dalla Russia erano unità di riscaldamento a radioisotopi per mantenere il rover caldo di notte, una tecnologia comunemente utilizzata dalla NASA ma che per l’ESA è molto meno matura.», ha detto il Direttore di ESA.

Sulla sostituzione dei componenti russi, ESA sta valutando anche opzioni europee che devono passare il vaglio delle valutazioni costi/benefici per componenti tecnici da sostituire.

“Entro luglio, mi aspetto di avere una decisione da parte degli Stati membri”, ha affermato Aschbacher, in vista della riunione ministeriale dell’ESA prevista alla fine di quest’anno.

La missione, che ha superato l’ultimo atto di un processo di verifica, iniziato a novembre del 2021, al momento della decisione di sospendere il lavoro con la Russia, era oggetto di preparativi per la spedizione al  Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan.

Josef Aschbacher, ha rilasciato dichiarazioni anche per gli impatti della condizione di conflitto Russo/Ucraina anche su missioni che avrebbero dovuto volare su razzi Soyuz dalla Guyana francese, bloccati dalla decisione russa di febbraio di interrompere tali lanci. Tali missioni includono due coppie di satelliti di navigazione Galileo, due missioni scientifiche dell’ESA e un satellite da ricognizione francese.

ESA sta studiando modi per lanciare quei satelliti utilizzando i veicoli di lancio Ariane 6 e Vega C, entrambi previsti per il loro lancio inaugurale quest’anno. Ciò dipenderà in parte da una valutazione in corso sull’aumento dei lanci di Ariane 6 che dovrebbe essere effettuato tra un mese. Solo dopo attente valutazioni, ESA sarà in grado di determinare meglio come lanciare quei carichi utili.

Non è mancato anche un passaggio sulle operazioni della Stazione Spaziale Internazionale che rimangono inalterate dall’invasione russa dell’Ucraina. ESA sta preparando proposte per estendere il suo ruolo sulla ISS fino al 2030: «Stiamo lavorando per la normale continuazione delle operazioni sulla ISS», ha precisato Aschbacher.

In apertura immagine simbolo dell’Agenda ESA 2025. Credito ESA

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