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Le anomalie delle macchie solari spiegate grazie all’osservazione di una stella vicina

Normalmente sulla superfice del nostro Sole troviamo le cosiddette “macchie solari”, ossia quelle regioni della fotosfera caratterizzate da una temperatura più bassa, nonché da una forte attività magnetica.

L’attività delle macchie solari segue un ciclo di circa 11 anni; tuttavia, tra il 1645 e il 1715, il Sole ha vissuto un periodo, conosciuto come “minimo di Maunder”, in cui si è registrata un’insolita riduzione dell’attività solare e, di conseguenza, una presenza minima di macchie sulla superficie della nostra stella.
L’anomalia è stata denominata “minimo di Maunder” in onore di Edward Walter Maunder e Annie Russel Maunder – astronomi vissuti tra l’800 e il ‘900 – che la scoprirono non con l’osservazione diretta del fenomeno, bensì attingendo da fonti storiche risalenti al XVII e XVIII secolo.

Stando a quanto emerge da un recente studio (intitolato “Five Decades of Chromospheric Activity in 59 Sun-like Stars and New Maunder Minimum Candidate HD 166620” e pubblicato su The Astronomical Journal), un team di ricercatori della Pennsylvania State University, per comprendere cosa accadde esattamente in quei 70 anni del “minimo di Maunder”, ha osservato il comportamento di Hd 166620, una stella molto vicina al Sistema Solare che sembrerebbe essere entrata in uno stato simile a quello che ha vissuto il nostro Sole circa 300 anni fa.

Lo studio non si riferisce soltanto ad Hd 166620, ma anche all’attività solare di ben altre 58 stelle identificate e osservate negli ultimi 50 anni.

Il team, confrontando i dati acquisiti tra il 1966 e il 2020, ha potuto dunque appurare che le macchie solari di solo 29 delle suddette stelle hanno completato due cicli; altre, invece, sono state considerate “magneticamente morte”, perché ruotano troppo lentamente o perché prossime alla fine della loro vita; per le restanti, si attendono ulteriori studi che confermino la precisa durata di un ciclo delle loro macchie.

Si tratta dunque di un virtuoso esempio di ricerca astronomica intergenerazionale, destinata ad aiutarci a comprendere il comportamento delle stelle e del loro campo magnetico, grazie alle preziose attività di osservazione e di ricerca iniziate anni fa.

Tra tutte, si stima che la stella Hd 166620 abbia un ciclo di circa 17 anni; ora sarebbe entrata in un periodo di bassa attività solare e, pertanto, non mostra macchie dal 2003.

«Quando abbiamo visto questi dati per la prima volta, abbiamo pensato che fosse stato un errore», ha affermato Jacob Luhn, ricercatore presso l’Università della California-Irvine e uno degli autori del saggio.

In alto: Rappresentazione di un ciclo delle macchie solari
Crediti immagine: Nasa

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