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Sulla ISS per ora la “pace” è d’obbligo

Crediti immagine: Nasa

Il conflitto ancora in corso tra Ucraina e Russia non ferma la collaborazione sulla Stazione Spaziale Internazionale. I cosmonauti Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey Korsakov  arriveranno in tarda serata sulla Iss con un lancio dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, previsto per le  ore 16.15 ora italiana e trasmesso in diretta sul sito Nasa.

Un breve viaggio di tre ore li condurrà al modulo Prichal, che in lingua russa significa molo,  mentre l’apertura del portellone è previsto quando in Italia saranno le 22:30. La missione dei tre cosmonauti prevede una permanenza sulla Iss di sei mesi e mezzo.

Tutto prosegue regolarmente quindi sulla Iss anche dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia dello scorso 24 febbraio e le conseguenti sanzioni economiche che Stati Uniti e altri paesi hanno imposto alla Russia con impatti anche sul programma spaziale nazionale. La situazione di conflitto ha invece compromesso alcune missioni occidentali con partnership spaziali russe, come la sospensione della missione ExoMars e i lanci programmati con il vettore Soyuz dallo spazioporto europeo di Kourou.

Malgrado le crescenti tensioni tra la parte occidentale e lo stato più esteso al mondo, con i suoi 17.075.200 chilometri quadrati di territorio, i funzionari della Nasa sottolineano che la Russia è un partner chiave nel programma della stazione spaziale e la sua cooperazione continua a essere essenziale.

Lanciata nel 1998 il programma della Stazione Spaziale Internazionale coinvolge Stati Uniti, Russia, Canada, Giappone e i paesi partecipanti all’Agenzia Spaziale Europea e si conferma come una delle collaborazioni internazionali più complesse mai tentate finora, capace di gestire in sinergia: equipaggi di volo internazionali, veicoli di lancio multipli, lanci distribuiti a livello globale, operazioni, addestramento, ingegneria e strutture di sviluppo, reti di comunicazione e il coinvolgimento della comunità di ricerca scientifica internazionale

Progettato per essere interdipendente: i contributi traversali dei partner sono essenziali per far funzionare l’intero impianto dove nessuno potrebbe funzionare senza l’altro.

La Iss non può essere smontata e le attuali interdipendenze tra ciascun segmento della stazione impediscono al segmento orbitale statunitense e al segmento russo di operare in modo indipendente. I tentativi di distaccare il segmento orbitale statunitense e il segmento russo incontrerebbero importanti sfide logistiche e di sicurezza data la moltitudine di connessioni esterne e interne, la necessità di controllare l’assetto e l’altitudine del veicolo spaziale e l’interdipendenza del software.

In particolare la Russia fornisce tutta la propulsione per la Stazione Spaziale Internazionale utilizzata per il riavvio della stazione, il controllo dell’assetto, le manovre per evitare i detriti e le eventuali operazioni di de-orbita dal segmento russo e la navicella spaziale Progress per rifornire di merci. I giroscopi statunitensi forniscono il controllo quotidiano dell’assetto per monitorare l’orientamento della stazione. I propulsori russi vengono utilizzati per il controllo dell’assetto durante eventi dinamici, come l’attracco di veicoli spaziali, e forniscono il recupero del controllo dell’assetto quando i giroscopi raggiungono i loro limiti di controllo. L’energia dai pannelli solari statunitensi viene trasferita al segmento russo per aumentare il loro fabbisogno energetico. I satelliti Tracking and Data Relay (TDRS) della Nasa forniscono capacità di comunicazione e trasferimento dati tra la terra e l’intera stazione, con alcune capacità aggiuntive e meno continue attraverso stazioni di terra e satelliti russi. I sistemi di supporto vitale sia sul segmento orbitale statunitense che sul segmento russo, responsabili della generazione di ossigeno e del lavaggio dell’anidride carbonica dall’atmosfera devono essere garantiti. I centri di controllo della missione per la Nasa a Houston e Roscosmos a Mosca comandano e controllano solo i rispettivi segmenti.

Impossibile quindi fermare questa oasi di collaborazione scientifica trasversale che orbita a soli 400 chilometri  dalla Terra. Il prossimo 30 marzo l’astronauta della Nasa Mark Vande Hei, nel viaggio di rientro a Terra sarà in compagnia di due cosmonauti a bordo di una Soyuz.

Nella primavera del 2022 partirà per la Iss, come specialista di missione dell’equipaggio Dragon Crew-4, anche l’italiana Samantha Cristoforetti astronauta dell’ESA, il cui piano di volo è stato modificato.  Per tutto il periodo che trascorrerà a bordo, Samantha avrà il ruolo di leader del Segmento orbitale americano (USOS), che comprende i moduli e i componenti americani, europei, giapponesi e canadesi della Stazione spaziale.

In apertura la Stazione Spaziale Intarnazionale. Crediti immagine: Nasa

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