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Mappe lunari per future esplorazioni umane 

Quattro secoli dopo il disegno a occhio nudo della Luna realizzato nel 1603 da William Gilbert stiamo ancora mappando la sua superficie.
In questo ci aiuta ora il Lunar Reconnaissance Orbiter, sonda della Nasa che dal 2009 realizza immagini ad alta risoluzione della superficie lunare, grazie alle quali gli scienziati hanno potuto creare una nuova mappa incredibilmente dettagliata del nostro satellite.

Una “roadmap” interattiva dove è possibile visualizzare e cercare diverse aree lunari, uno strumento fondamentale per future esplorazioni umane che necessiteranno di un preciso sistema di coordinate lunari.
La mappa individua, infatti, con massima precisione la posizione esatta del polo sud lunare, situato sul bordo del cratere Shackleton.
Inoltre, offre misurazioni dettagliate di salite e discese, angoli e fessure del terreno lunare con una precisione di 10 centimetri.

Mappare la superficie della Luna era lo scopo anche del Moon Mapping Project, progetto condotto tra il 2015 e il 2018 grazie alla collaborazione Italia / Cina e finalizzato allo sfruttamento dei dati delle missioni lunari cinesi Chang’e 1 e Chang’e 2. Un’iniziativa coordinata in Italia dall’Asi con la partecipazione di diversi enti italiani tra cui Cnr, Inaf e il Politecnico di Milano.
Il progetto mirava a creare un sistema di visualizzazione digitale 3D unendo i dati cinesi all’expertise italiana, tra cui lo strumento Matisse, software sviluppato presso lo Space Science Data Center di Asi.

Un’esperienza che ha dimostrato come il tool Matisse possa essere utilizzabile per analisi avanzate dei dati spaziali riuscendo a fondere insieme diversi dataset, capacità su cui si sta sviluppando la nuova versione del tool online.

 

Immagine: Uno degli obiettivi della missione Lunar Reconnaissance Orbiter è quello di migliorare la nostra conoscenza cartografica della luna. Crediti: Nasa/Gsfc/Arizona State University

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