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Lo sguardo dei satelliti sulla deforestazione

Alberi e salute del nostro pianeta: un binomio inscindibile, messo sempre più in crisi da attività umane realizzate senza un’accurata pianificazione nella gestione dei territori e delle loro risorse.

Questo tema è al centro di un nuovo studio di Nature Sustainability (articolo: “Doubling of annual forest carbon loss over the tropics during the early twenty-first century”), che mostra la correlazione tra deforestazione e incremento delle emissioni di carbonio nell’atmosfera.

L’indagine è stata coordinata dall’Università di Scienze e Tecnologia di Shenzhen (Cina) e si è basata sui dati dei satelliti Landsat, programma di osservazione della Terra che vede insieme la Nasa e l’agenzia governativa Usgs (United States Geological Survey) e che è attivo dal 1972, anno di lancio del Landsat 1.

I ricercatori si sono particolarmente concentrati sulle aree boschive della fascia tropicale e hanno utilizzato i dati raccolti dai Landsat tra il 2001 e il 2020. L’analisi ha evidenziato che la deforestazione per ricavare terreni agricoli è stata particolarmente intensa in queste aree ed è raddoppiata negli ultimi 20 anni. La riduzione delle superfici boscate ha avuto come conseguenza un pesante incremento del carbonio nell’atmosfera per due motivi principali: il primo consiste nel fatto che questo elemento non viene più assorbito come un tempo perché una quota di alberi è andata perduta; il secondo è rappresentato dagli incendi boschivi che spesso sono utilizzati per ‘conquistare’ nuove aree coltivabili e che, a livello globale, costituiscono la seconda fonte più ampia di emissioni di carbonio.

Gli autori del saggio si sono impegnati per delineare un quadro il più possibile dettagliato della situazione nella fascia tropicale, considerando anche elementi che in altre mappature (come il Global Carbon Budget 2021) non erano stati presi in esame: ad esempio, deforestazioni effettuate su piccola scala e in zone montane. Quindi, gli studiosi, con i dati satellitari ad alta risoluzione dei Landsat, hanno monitorato l’andamento delle foreste tropicali anno per anno, scoprendo che le regioni montuose hanno perduto un patrimonio arboreo più consistente di quanto si pensasse. Le perdite maggiori nella fascia tropicale si sono registrate nella Repubblica Democratica del Congo, in Indonesia e soprattutto in Brasile, dove nel 2019 la deforestazione ha raggiunto livelli da allarme rosso (sono andati in fumo 9178 chilometri quadrati di foresta amazzonica).

Anche per questo tipo di monitoraggio la tecnologia spaziale ha fatto la differenza: non solo perché i satelliti, con i loro strumenti, possono raggiungere zone remote e scandagliare aree molto estese, ma anche perché raccolgono dati su vasti archi temporali in modo tale da poter permettere di seguire l’evoluzione di determinati fenomeni.

In alto: la deforestazione nello stato di Rondonia, Brasile (Crediti: Nasa) 

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