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Chang’e-5 migliora l’ʻanagrafeʼ della Luna

Da oggi crateri e territori della Luna risultano più vecchi, grazie al miglioramento dell’ʻanagrafeʼ lunare permesso da Chang’e-5, la missione cinese che ha portato a Terra nuovi campioni lunari dopo oltre 45 anni.

Una ricerca dell’Aerospace Information Research Institute (Air) dell’Accademia cinese delle scienze (Cas) ha realizzato, infatti, un modello aggiornato di cronologia lunare. L’aggiornamento è stato ottenuto sulla base dell’età dei campioni di roccia restituiti dalla missione Chang’e-5 e grazie all’analisi dei crateri situati vicino alla zona d’atterraggio della sonda cinese.
La ricerca, pubblicata su Nature Astronomy, fornisce così una scala temporale più accurata per la storia lunare, colmando un divario di oltre due miliardi di anni rispetto a precedenti modelli di cronologia.
I risultati hanno importanti implicazioni anche per la cronologia degli impatti avvenuti nel sistema solare interno, quindi per la storia evolutiva dei suoi pianeti. Data la mancanza di processi erosivi o tettonici, i crateri lunari sono, infatti, utilizzati come ʻanagrafeʼ del sistema solare per datare le superfici dei corpi rocciosi.

Prima di Chang’e-5, i campioni lunari riportati sulla Terra erano solo quelli di alcune missioni Apollo della Nasa e del Programma Luna dell’Unione Sovietica, avvenute tra il 1969 e il 1976. Dalla misurazione radiometrica della loro età, le rocce restituite all’epoca sono risultate alcune più vecchie di tre miliardi di anni, altre più giovani di un miliardo di anni.

Su questi risultati sono stati costruiti i modelli di cronologia lunare finora utilizzati per determinare le età assolute di varie regioni sulla Luna. Modelli messi però in discussione dal vuoto di 2 miliardi di anni riscontrato tra le diverse età dei campioni analizzati. Questo lasso temporale rappresenta quasi la metà della storia geologica lunare.

Uno degli obiettivi di Chang’e-5 era proprio quello di colmare questo divario. Per farlo la sonda cinese è atterrata nel dicembre 2020 sull’Oceanus Procellarum settentrionale. Qui ha prelevato 2 chilogrammi di materiale da alcune delle più giovani superfici vulcaniche del nostro satellite, aspettandosi di trovare campioni esattamente dell’età mancante.

Rientrata a Terra con il prezioso bagaglio, Chang’e-5 è risultata vittoriosa: l’età dei campioni restituiti, infatti, è stata misurata a 2,03 miliardi di anni tramite datazione radiometrica. Questo risultato, unito all’analisi del cratere luogo del campionamento, è stata la base per l’aggiornamento della cronologica di Neukum. Rispetto a questo modello classico, realizzato nel 1983 e tra i più diffusi, la nuova cronologica restituisce età più antiche per la maggior parte della storia lunare, con una differenza massima di circa 200 milioni di anni.

La ricerca fornisce così, oltre a un invecchiamento precoce della Luna, un passo fondamentale per una migliore e più precisa datazione delle storia geologica lunare.

 

Immagine: Area di campionamento lunare (a) e crateri mappati nell’area di atterraggio di Chang’E-5 (b). (Crediti: Air)

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