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Una ‘acqua cheta’ galattica

Elegante, armoniosa e serena: così la galassia a spirale barrata Ngc 5728 si è presentata all’obiettivo di Hubble, che l’ha immortalata per il suo più recente lavoro fotografico. Scoperta il 7 maggio 1787 dall’astronomo William Herschel, la galassia non è così tranquilla come sembra: la sua leggiadria nasconde una notevole esuberanza, connessa al suo nucleo.

Infatti, Ngc 5728, che si trova nella costellazione meridionale della Bilancia – ad una distanza di 146 milioni di anni luce dalla Terra, è stata classificata come ‘galassia di Seyfert’: questa ‘famiglia’ di oggetti celesti è contraddistinta dalla presenza di nuclei straordinariamente attivi (Agn, active galactic nucleus) che emettono ampie quantità di energia. Le Seyfert, che devono il nome al loro scopritore, non sono particolarmente rare: circa il 10% delle galassie conosciute può rientrare in questo gruppo.

Tali entità, quindi, appartengono alla classe delle ‘galassie attive’, ovvero dotate di un buco nero super-massiccio centrale in accrescimento. Inoltre, le Seyfert si distinguono dagli altri tipi di oggetti celesti Agn perché sono visibili con chiarezza; ad esempio, i quasar producono un volume di radiazioni tale da rendere pressoché impossibile l’osservazione delle galassie che li ospitano.

Ngc 5728 – designata anche con i codici Leda 52521, Iras 14396-1702 e Agc 540121, a seconda del catalogo astronomico – è stata ritratta dal telescopio Nasa-Esa con la fotocamera Wfc3 (Wide Field Camera 3) nel visibile e dell’infrarosso. L’immagine finale deriva da un collage di singoli scatti nelle due differenti lunghezze d’onda; sono stati quattro i filtri impiegati per campionarle. Il centro della galassia, infine, emette grandi quantità di energia in altre parti dello spettro elettromagnetico cui Wfc3 non è sensibile; secondo gli studiosi, dal nucleo potrebbe essere emessa ulteriore luce nel visibile e nell’infrarosso, ostacolata però dalla presenza di polveri circostanti.

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