Site icon Global Science

Blue Origin in appello contro la NASA

«Sosteniamo la nostra posizione secondo cui la NASA ha selezionato una proposta non conforme al bando di gara. Ci sono serie questioni di sicurezza al riguardo e l’atto di rinuncia a questi requisiti materiali ha penalizzato noi e Dynetics». Lo ha detto Megan Mitchell, vice presidente per le questioni governative di Blue Origin, in un’intervista riportata su Space.com.

Facendo ricorso in appello, la Società di Jeff Bezos continua la battaglia per far annullare il contratto per lo sviluppo di un lander lunare con equipaggio (Human Landing System), assegnato in aprile a SpaceX.

Dopo una prima denuncia respinta il 30 luglio dal Government Accountability Office (GAO), la Corte federale degli Stati Uniti ha emesso ieri un nuovo rapporto da parte di Blue Origin che fa leva sulla carenza di requisiti di sicurezza e quindi sulla scelta «irrazionale» di dare il contratto a SpaceX.

In particolare, viene contestata l’assenza del Flight Readiness Review (FFR), la revisione prima del lancio di ciascun elemento dei sistemi di atterraggio. «Se Blue Origin avesse saputo che la NASA rinunciava ai requisiti FRR e ad altri che incidono notevolmente sulla pianificazione e sul rischio, la Società avrebbe elaborato e proposto un progetto completamente diverso in termini di tecnica, di gestione e di prezzo. Se pertanto avesse rivelato i suoi limiti di finanziamento a Blue Origin, come ha fatto con SpaceX, avremmo abbassato i costi», afferma la Società nella denuncia.

Il nuovo rapporto mette anche in discussione la scelta da parte della NASA di una «negoziazione post-selezione» con Space X per la mancanza di FRR e che quindi «violerebbe le regole di base della gara». Il GAO, quando respinse in prima istanza le proteste di Blue Origin e Dynetics, ammise l’errore della NASA nel non richiedere un FRR prima del lancio di ogni elemento, ma non aveva prove che le Società «avrebbero cambiato le loro offerte per aumentare la probabilità di vincere la gara se avessero saputo della rinuncia agli FRR».

La causa in corso ha generato la sospensione dei lavori tra SpaceX e NASA. Blue Origin ha anche chiesto a quest’ultima di riaprire il dibattito a tutti gli offerenti per fare una nuova selezione; nello stesso tempo sta facendo pressioni sul Congresso per l’assegnazione di ulteriori finanziamenti allo Human Landing System.

SpaceX non ha commentato il ricorso in appello, ma in un tweet l’amministratore delegato Elon Musk ha respinto le affermazioni sugli FRR. « Questa discussione non ha senso. Facciamo sempre le revisioni prima dei voli! ». Mentre quando alla NASA i giornalisti hanno chiesto se riusciranno nell’obiettivo di riportare gli esseri umani sulla Luna entro il 2024, l’amministratore Bill Nelson ha risposto: «Se hai una moneta, lanciala! Cosa deciderà il giudice federale? Quando deciderà? Appena lo sapremo, potremo rispondere su Artemis 3». La missione sarà il frutto di una collaborazione internazionale con la NASA in cui l’Agenzia Spaziale Italiana contribuirà con la fornitura di moduli abitativi per l’equipaggio, servizi di telecomunicazione, esperimenti e indagini scientifiche.

Immagine in apertura: Rappresentazione artistica di un veicolo in salita che si separa da un veicolo in discesa e si allontana dalla superficie lunare. Crediti: NASA

Exit mobile version