Site icon Global Science

Fratture vulcaniche su Marte

Si presenta come un silenzioso paesaggio invernale, in cui la coltre nevosa sembra attraversata de due corsi d’acqua di un blu intenso: in realtà, la veduta – pur avendo qualcosa di familiare – non appartiene alla Terra, ma a Marte e l’aspetto candido è dovuto ai falsi colori con cui l’immagine è stata realizzata.

La zona inquadrata appartiene all’Elysium Planitia, una giovane regione vulcanica del pianeta, mentre i due solchi, pressoché paralleli e denominati Cerberus Fossae, dovrebbero essere riconducibili a processi tettonici.

Ad effettuare lo scatto è stata Cassis (Colour and Stereo Scientific Imaging System), la fotocamera a bordo della sonda Tgo (Trace Gas Orbiter), protagonista della prima fase di ExoMars, missione esplorativa Esa/Roscosmos con un importante contributo italiano; il nostro Paese, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana, ne è il principale sostenitore con il 40% dell’investimento, che si traduce in un ritorno di rilievo per l’industria e per la comunità scientifica nazionali.

Nello specifico, Cassis è stata progettata e realizzata dall’Università di Berna con il contributo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio Astronomico di Padova (co-principal investigator dello strumento: Gabriele Cremonese). La fotocamera fornisce immagini stereo ad alta risoluzione e a colori di specifiche aree di Marte e supporta gli altri dispositivi a bordo di Tgo nella ricerca di gas importanti da un punto di vista biologico, come il metano.

Tornando alle Cerberus Fossae, queste strutture geologiche si estendono per circa un migliaio di chilometri e sono caratterizzate da un’ampiezza di due chilometri; l’immagine di Cassis si è particolarmente centrata su una di tali fessure. L’alveo è profondo poche centinaia di metri ed è ricoperto di sabba a grana grossa, probabilmente di composizione basaltica, resa in blu nella foto a falsi colori. Le vicine e pianeggianti aree vulcaniche sono punteggiate da piccoli crateri da impatto, anch’essi in blu; queste cavità rendono esposti – forse – gli stessi materiali presenti all’interno delle Cerberus Fossae.

La sonda Tgo, lanciata il 14 marzo 2016, è arrivata a destinazione il 19 ottobre dello stesso anno; la sua attività scientifica è focalizzata sull’analisi dei gas dell’atmosfera di Marte e sulla mappatura della sua superficie per individuare aree dove è presente l’acqua. Tgo, inoltre, sarà di supporto – con servizi di trasmissione dati – alla seconda fase della missione ExoMars, che prenderà il via nel settembre 2022 e comprende il rover Rosalind Franklin e la piattaforma Kazachok.

Crediti foto: Esa/Roscosmos/Cassis

Exit mobile version