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Nuovo rinvio per il James Webb Telescope

Nuovo rinvio per il lancio del James Webb Space Telescope. L’ha annunciato la NASA che ha spostato al 18 dicembre 2021 la data di lancio prevista per ottobre.

Una missione tormentata per quello che viene considerato il principale osservatorio dello spazio profondo per il prossimo decennio. L’idea di realizzare un nuovo telescopio, denominato Next Generation Space Telescope, nacque nel 1989, poco prima del lancio del telescopio spaziale Hubble, perché ne sarebbe dovuto essere il successore. Solo nel 2002 fu dedicato a James Webb, che era stato a capo della NASA negli anni della missione Apollo. Dedica che ultimamente è stata messa in discussione per gli atteggiamenti omofobi che Webb avrebbe avuto. Nel marzo scorso, infatti, alcuni astronomi hanno pubblicato un articolo di opinione su Scientific American in cui sottolineavano la possibile implicazione di James Webb in atti persecutori nei confronti della comunità Lgbt+, rilevando l’inopportunità della scelta di intitolargli il telescopio. Altri astronomi invece non ritengono ci siano abbastanza prove a sostegno di questa tesi e richiedono ulteriori indagini interne alla NASA prima di giudicare il coinvolgimento di Webb negli atti discriminatori.

Il JWST è un programma internazionale guidato dalla NASA con i suoi partner ESA (Agenzia spaziale europea) e CSA, l’Agenzia spaziale canadese, e verrà lanciato dallo spazioporto europeo nella Guyana francese, sulla costa nord-orientale del Sud America, con un Ariane 5 fornito da ESA.

Il James Webb Space Telescope sarà posizionato a 1.5 milioni di km dalla Terra, in una posizione nota come Punto Lagrangiano L2.

«Webb è una missione esemplare che rappresenta l’epitome della perseveranza», ha affermato Gregory L. Robinson, direttore del programma di Webb presso la sede della NASA a Washington. «Sono ispirato dal nostro team dedicato e dalle nostre partnership globali che hanno reso possibile questo incredibile sforzo. Insieme, abbiamo superato gli ostacoli tecnici lungo il percorso e le sfide durante la pandemia di coronavirus. Sono anche grato per il costante sostegno del Congresso. Ora che abbiamo un osservatorio e un razzo pronti per il lancio, non vedo l’ora che arrivi il grande giorno e l’incredibile scienza che verrà».

La tecnologia rivoluzionaria del telescopio Webb esplorerà ogni fase della storia cosmica, dall’interno del nostro sistema solare alle galassie osservabili più distanti nell’universo primordiale e tutto il resto. Webb rivelerà scoperte nuove e inaspettate e aiuterà l’umanità a comprendere le origini dell’universo e il nostro posto in esso.

Il James Webb Telescope è, infatti, l’osservatorio spaziale più potente mai costruito: ha uno specchio di 6,5 metri di diametro ed è grande complessivamente come un campo da tennis. Opererà a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra. Dopo il dispiegamento delle sue componenti e i primi sei mesi di collaudo, inizierà le osservazioni nel 2022. Tra i 266 programmi prescelti per il primo anno, nove sono guidati da ricercatori italiani: sette dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e due dall’Università di Milano-Bicocca e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa.

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