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La Cina punta ancora alla Luna nascosta

Dopo esser stata a inizio 2019 il primo paese ad arrivare sulla faccia nascosta della Luna grazie alla missione Chang’e-4, oggi la Cina sta sviluppando un nuovo satellite relay per sostenere le future esplorazioni del polo sud della Luna previste per il 2024 con la missione Chang’e-7, prossimo step del programma di esplorazione spaziale della Agenzia Spaziale Cinese. Contemporaneamente il paese sta gettando le basi concettuali per la progettazione di una sua futura infrastruttura comunicativa lunare.

Evoluzione del satellite Queqiao, attualmente in funzione per permettere a lander e rover della missione Chang’e-4 di operare sul lato più lontano della luna, il nuovo satellite sarà ugualmente finalizzato alla trasmissione a Terra dei segnali che riceverà dai diversi veicoli della futura missione lunare cinese Chang’e-7: un orbiter, un lander, un rover e una piccola sonda saltellante che dovranno indagare i crateri lunari in ombra alla ricerca di acqua allo stato solido. La funzione del satellite sarà quella di collegare tra loro i diversi veicoli spaziali di superficie che esploreranno una delle regioni lunari con più difficoltà a comunicare con la Terra.

Come descritto in una pubblicazione del 2020, il nuovo satellite sarà in parte uguale a Queqiao: come questo, avrà una grande antenna parabolica di 4,2 metri di diametro e sarà caratterizzato da una propulsione basata sul monopropellente idrazina. A differenza del suo predecessore sarà, però, più massiccio di 450 chilogrammi. Il satellite potrebbe essere lanciato nel 2024 come ulteriore carico di Chang’e-7 o altrimenti avrà un lanciatore a esso dedicato.

A differenza di Queqiao, posizionato in orbita intorno al punto L2 a circa 65.000 chilometri oltre la luna, il nuovo satellite sarà collocato su un’orbita lunare inclinata di quasi 55 gradi e fortemente ellittica, con il punto più vicino distante 300 chilometri dalla Luna, e il punto più lontano a 8.600 chilometri. La copertura che così riuscirà a garantire sarà per una comunicazione per oltre 8 delle 12 ore in cui completerà l’orbita.

Ma la Cina ambisce a un progetto totalizzante per la futura comunicazione lunare e spaziale. Oltre a prevedere l’eventualità di un secondo satellite relay per raggiungere una copertura del 100%, il documento che descrive il prossimo satellite lunare getta le basi per una futura infrastruttura di comunicazione lunare cinese: una rete informativa lunare che includa elementi orbitanti e di superficie finalizzata a soddisfare le esigenze di un futuro prossimo in cui aumenteranno le esplorazioni lunari, siano esse robotiche o umane. Un sistema che incorporerà anche dati di navigazione e che in futuro potrebbe essere sviluppato come una sorta di “internet del sistema solare”. Il suggerimento è quello di un sistema ad architettura aperta e interoperabile per permettere a qualsiasi numero di fornitori di servizi nazionali, internazionali e commerciali di offrire servizi.

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