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Il satellite cinese TanSat monitora sei giga tonnellate di carbonio

Sei giga tonnellate di biossido di carbonio si aggirano sul pianeta Terra ogni anno. Ad affermarlo è un nuovo studio pubblicato su Advances in Atmospheric Sciences,  a cura dello IAP – Institute of Atmospheric Physics – della Chinese Academy of Sciences (CAS), in collaborazione con il National Center for Earth Observation presso l’Università di Edimburgo.

La mappa  è stata sviluppata applicando le osservazioni satellitari di TanSat (Chinese Global Carbon Dioxide Monitoring Scientific Experimental Satellite), un satellite sperimentale scientifico, combinati con i  dati di gas serra, atmosfera terrestre, acqua e degli organismi viventi.  Il processo di monitoraggio ha registrato un aumento di emissioni di carbonio fino a circa sei giga tonnellate ogni anno, pari a 12 volte la massa di tutti gli esseri umani viventi.

«Lo studio si basa sulla prima implementazione dei dati sull’anidride carbonica e sulle stime del flusso di carbonio di TanSat.», afferma YANG Dongxu, primo autore e ricercatore dell’ Institute of Atmospheric Physics (IAP).

Lo studio ha lo scopo di contribuire a ridurre gli effetti del cambiamento climatico e allo stesso tempo vuole dimostrare che un primo satellite cinese è stato utilizzato per il monitoraggio del carbonio fornendo anche la ripartizione del flusso in tutto il mondo.

Malgrado le misurazioni satellitari non siano accurate come le misurazioni a terra, ha affermato il coautore WANG Jing – IAP -, forniscono comunque una copertura di osservazione globale continua, con informazioni aggiuntive non disponibili dalle stazioni di monitoraggio a terra.

Vista la scarsità e la disomogeneità della rete terrestre esistente, che non ci consente di associare fonti e pozzi di carbonio su scala globale e regionale, è stato sviluppato il satellite TanSat per fornire misurazioni accurate dei gas serra atmosferici, sottolinea il coautore Liang FENG , ricercatore del National Center for Earth Observation presso l’Università di Edimburgo.

Ad affiancare TanSat anche il satellite GOSAT del Giappone e l’OCO-2 degli Stati Uniti. Le future missioni verranno utilizzate per verificare in modo indipendente gli inventari nazionali delle emissioni in tutto il mondo. Secondo Yang, questo processo sarà supervisionato dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e inizierà nel 2023, a sostegno dell’Accordo di Parigi.

Il metodo di studio sarà utile per comprendere meglio le emissioni di carbonio in tempo reale e aiutare a garantire la trasparenza degli inventari. La prossima generazione di satelliti, nota come TanSat-2, in fase di progettazione, punta a ottenere misurazioni che aiutino a chiarire il bilancio del carbonio dalla scala globale fino alle singole città.

In apertura la prima mappa globale del flusso di carbonio derivata dall’osservazione TanSat. Credito Dongxu Yang

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