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Gli esopianeti simili alla Terra più diffusi del previsto

Si potrebbero nascondere nei sistemi stellari binari, sfuggendo persino allo sguardo indagatore della missione Tess della Nasa: sono gli esopianeti di dimensioni simili alla Terra, che sarebbero più comuni di quanto ritenuto.

A sostenere questa ipotesi è uno studio curato da un team internazionale di ricercatori e coordinato dall’Ames Center della Nasa; l’indagine, dal titolo “Speckle Observations of Tess Exoplanet Host Stars. II. Stellar Companions at 1-1000 Au and Implications for Small Planet Detection”, sarà pubblicata su The Astronomical Journal e al momento è disponibile in anteprima sulla piattaforma arxiv.org.

Il gruppo di lavoro, che ha visto anche il coinvolgimento dell’Exoplanet Science Institute della Nasa, ha utilizzato come punto di partenza i dati raccolti da Tess, la missione lanciata il 18 aprile 2018 proprio con lo scopo di andare a caccia di pianeti extrasolari. Gli studiosi si sono concentrati su 517 stelle osservate da Tess e identificate come potenziali ospiti di esopianeti; gli astri in questione sono prevalentemente di classe F, G e K e si trovano ad una distanza di meno di 500 parsec (1631 anni luce).

Utilizzando gli strumenti Alopeke e Zorro, installati sui telescopi Gemini, gli astronomi hanno potuto osservare il campione di stelle ad una risoluzione particolarmente elevata e hanno scoperto che, tra esse, 73 sono in ‘buona compagnia’: infatti, quelli che all’inizio si presentavano come singoli punti luminosi si sono poi rivelati come sistemi binari in cui gli astri orbitano molto vicini.

Successivamente, i ricercatori hanno continuato a scandagliare i dati di Tess e hanno preso in esame 18 sistemi stellari, già riconosciuti come binari; li hanno ulteriormente analizzati con lo strumento Nessi (Nn-explore Exoplanet Stellar Speckle Imager), installato sul telescopio Wiyn presso l’Osservatorio Kitt Peak, e si sono concentrati sui loro esopianeti.

Confrontando le informazioni di Tess e le ulteriori indagini effettuate per lo studio, gli scienziati hanno identificato delle differenze nella diffusione dei pianeti: intorno alle stelle singole sono stati individuati corpi celesti di piccole e grandi dimensioni, mentre nei sistemi binari è stata trovata evidenza solo di quelli grandi. Di conseguenza, secondo gli studiosi, una popolazione di pianeti simili alla Terra potrebbe celarsi nei sistemi binari, sfuggendo a Tess che impiega il metodo del transito.

Gli autori del saggio, inoltre, hanno analizzato la distanza tra le stelle nei sistemi binari in cui Tess aveva segnalato la presenza di pianeti più grandi: hanno così scoperto che le componenti delle coppie che ospitano gli esopianeti sono più distanti rispetto a quei sistemi in cui non sono presenti corpi celesti. Questo dettaglio, per i ricercatori, potrebbe suggerire che i pianeti non si formino nei pressi di stelle che hanno delle compagne troppo vicine.

Il gruppo di lavoro ritiene che i risultati ottenuti possano essere utili per aggiornare i modelli relativi alla formazione planetaria nei sistemi binari.

In alto: elaborazione artistica di un sistema binario con esopianeta (Crediti: Gemini Observatory/NoirLab/Nsf/Aura/J. da Silva) 

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