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Una galassia difficile da classificare

Galassia NGC 4680

Dietro il suo aspetto leggiadro si cela una natura elusiva che ha suscitato numerosi interrogativi negli scienziati: sono questi i tratti salienti di Ngc 4680, una particolare galassia che ha recentemente ‘posato’ per Hubble.

L’oggetto celeste, scoperto il 27 maggio 1835 dall’astronomo inglese William Herschel, si trova nella costellazione della Vergine a una distanza di 98 milioni di anni luce e ha un diametro di circa 45mila anni luce. La sua peculiare struttura ne ha reso difficile la classificazione: Ngc 4680 è stata talvolta catalogata come galassia a spirale, ma in alcuni casi anche come lenticolare. Quest’ultima tipologia è una sorta di ‘via di mezzo’ che si colloca tra le galassie a spirale e quelle ellittiche.

In effetti, Ngc 4680, nota anche come Leda 43118 e Iras 12443-1121, non ha bracci a spirale facilmente distinguibili: essi appaiono indefiniti e, anzi, l’estremità di uno di essi ha un aspetto diffuso. D’altro canto, le galassie non sono organismi statici e la loro morfologia tende a variare nel corso dei millenni; gli studiosi ritengono che le galassie a spirale evolvano in quelle ellittiche, soprattutto a causa di fusioni che provocano la perdita dei tipici bracci.

Nel ritratto che lo storico telescopio Nasa-Esa ha realizzato con la fotocamera Wfc3 (Wide Field Camera 3) nel visibile e nell’infrarosso, Ngc 4680 si mostra in tutto il suo fulgore ed è in compagnia di altre due galassie, che si scorgono all’estrema destra e in basso al centro (Ngc 4700 e 4708 – qui la foto in alta risoluzione). Una supernova di tipo Ia è stata individuata in Ngc 4680 nel 1997 e designata come Sn 1997bp.

Ngc, Leda e Iras, sigle che ricorrono di frequente per classificare gli oggetti celesti, sono gli acronimi di alcuni cataloghi astronomici.

Nello specifico, Ngc sta per New General Catalogue of Nebulae and Star Clusters, la monumentale opera pubblicata nel 1888 all’astronomo danese Johann Dreyer, mentre Leda si riferisce a Lyon-Meudon Extragalactic Database, un catalogo realizzato nel 1983 dall’Osservatorio di Lione e poi confluito nel 2000 nel database Hypercat. Iras, infine, si riferisce all’archivio dei dati dell’Infrared Astronomical Satellite, la prima missione che ha visto un telescopio spaziale scandagliare il cielo all’infrarosso.

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