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Il secondo stadio del Lunga Marcia si inabissa nell’Oceano Indiano

Il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B è rientrato nell’atmosfera sull’Oceano Indiano verso le 6 del mattino in Italia, in un’area vicina alle isole Maldive. Lo rende noto l’ufficio per il volo umano dell’agenzia spaziale cinese Cnsa. Il rientro è stato confermato anche dai dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad). Rispetto alle stime iniziali che indicavano il Nord Atlantico come probabile punto di rientro, poi il bacino del Mediterraneo, il rientro è poi avvenuto nell’Oceano Indiano.

Il comitato tecnico istituito alla Protezione Civile è stato chiuso dopo la conferma che nessun relitto dello stadio ha interessato il territorio italiano.

Il rientro sulla Terra del secondo stadio del Lunga Marcia si è concluso quindi positivamente, come peraltro in altre occasioni nel passato. Si narra di una sola vittima da meteoriti o detriti spaziali nella storia recente, una mucca in un territorio desertico in Africa ma chissà se è vero. Il fatto che il nostro pianeta sia coperto al 70% d’acqua sicuramente rende poco probabile che simili eventi possano interessare zone abitate. Ma anche se a basso rischio, il tema è presente.

L’aumento esponenziale delle attività spaziali, i lanci sempre più frequenti, rendono indispensabile non solo una forte collaborazione internazionale, ma anche scelte importanti dal punto di vista tecnologico e industriale. Al di là dei rientri incontrollati a Terra, a cui in gran parte si potrà ovviare realizzando nuovi materiali resistenti per andare nello spazio ma destinati a disintegrarsi al rientro in atmosfera, resta il tema nei detriti in orbita intorno al nostro pianeta che si assommano a quelli dei satelliti operativi, in un affollamento che secondo alcuni studi potrebbe aver già raggiunto metà della ‘capienza orbitale’ dello spazio alle altitudini più trafficate. Arrivare a saturazione vorrebbe dire che il rischio di collisioni tra satelliti o con detriti spaziali, diventerebbe talmente alto da impedire un uso dello spazio in una maniera utile ed economicamente vantaggiosa.

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