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Una galassia nana fa luce sul processo di formazione stellare

Un team internazionale  composto da  scienziati dell’Università di Bath e  dell’Osservatorio Astronomico Nazionale di Madrid ha condotto uno studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics, che rivela alcuni meccanismi del processo di formazione stellare all’interno di una galassia nana. 

Protagonista delle ricerca una tidal dwarf galaxy, denominata TDG J1023 + 1952, osservata dalla rete di telescopi cileni Alma.  Nel dettaglio TDG J1023 + 1952  è composta dai detriti di due galassie più antiche che si sono scontrate violentemente. Queste galassie  sono note per la loro notevole attività di formazione stellare e sono molto utili agli scienziati che cercano di ricostruire la nascita delle prime stelle all’interno della Via Lattea.

Osservando la galassia i ricercatori hanno appreso che le nubi molecolari al suo interno sono simili a quelle viste nella Via Lattea, sia in termini di dimensioni che di contenuto. Questo dato suggerisce che il processo di formazione stellare si svolge in modo simile in tutto il cosmo. Ma c’è di più. Gli scienziati hanno evidenziato  che il gas all’interno di TDG J1023 + 1952 appare diffuso e non sotto forma di nubi, come accade nella Via Lattea. 

«All’interno di questa galassia nana – commenta Miguel Querejeta dell’Osservatorio Astronomico Nazionale di Madrid – c’è un grande quantità di gas diffuso, più di quanto abbiamo osservato in precedenza in oggetti simili. Questo vuol dire che la maggior parte di questo gas non è coinvolto nella formazione di stelle, un dato che mette in dubbio la sua fama di nursery stellare»

A causa della grande distanza che separa la Terra da TDG J1023 + 1952 (circa 50 milioni di anni luce) le singole nubi di gas molecolare appaiono come minuscole regioni nel cielo, se osservate ad occhio nudo. Tuttavia la rete di telescopi che compone Alma ha il potere di distinguere anche i minimi dettagli.

«Siamo riusciti a identificare nubi dalle dimensioni di una moneta posta a diversi chilometri di distanza da noi – conclude Carole Mundell dell’Università di Bath – grazie agli strumenti a nostra disposizione siamo in grado di studiare le stelle e le nubi di gas generate dai violenti scontri galattici con la stessa precisione con cui osserviamo le caratteristiche della Via Lattea»

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