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Dark satellite, la coesistenza tra astronomia e industria spaziale

Uno studio basato sulle osservazioni condotte dal telescopio Murikabushi dell’Osservatorio astronomico di Ishigakijima conferma che il rivestimento scuro può ridurre della metà la riflettività di un satellite. Il tema è diventato di stretta attualità, soprattutto per gli osservatori astronomici da Terra, a causa dell’incremento di minisatelliti in orbita bassa, come ad esempio la costellazione di SpaceX Starlink, destinata a creare una connessione internet satellitare globale.

La crescente domanda odierna di servizi spaziali ha, infatti, generato un’ondata di progetti di costellazioni satellitari che gestiscono numerosi satelliti artificiali in orbita. Poiché questi satelliti possono brillare riflettendo la luce solare, la comunità astronomica ha sollevato preoccupazioni circa il loro potenziale impatto sulle osservazioni astronomiche.

Nel gennaio 2020, SpaceX ha lanciato “DarkSat”, un satellite sperimentale con un rivestimento antiriflesso, e ha chiesto agli astronomi di valutare quanto questo rivestimento può ridurre la riflettività del satellite. Le misurazioni della luminosità dei satelliti artificiali sono già state condotte, ma fino ad ora non era stato verificato che un rivestimento scuro raggiungesse effettivamente la riduzione della riflettività prevista.

Il telescopio Murikabushi dell’Osservatorio Astronomico di Ishigakijima può osservare oggetti celesti simultaneamente in tre diverse lunghezze d’onda (colori). Il confronto dei dati multicolori ottenuti nelle stesse condizioni ha fornito una visione più accurata di quanto il rivestimento può ridurre la luminosità del satellite.

Le osservazioni condotte da aprile a giugno 2020 hanno rivelato per la prima volta al mondo che i satelliti artificiali, rivestiti o meno, sono più visibili a lunghezze d’onda maggiori e che il rivestimento nero può dimezzare il livello di riflettività superficiale dei satelliti. Si prevede che tale trattamento superficiale ridurrà gli impatti negativi sulle osservazioni astronomiche.

Non è che un primo passo atto ad  aprire la strada alla coesistenza pacifica tra industrie spaziali e astronomia. Continueranno, infatti, ad essere attuate ulteriori misure.

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