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Nasa e SpaceX, un taxi spaziale per la Iss

La prima missione certificata Nasa di un volo commerciale per il trasporto di veicoli spaziali con umani a bordo è partita stanotte all’1,27 ora italiana (le 19.27 negli Stati Uniti) dalla storica rampa di lancio 39/A dello Space Kennedy Center Nasa, Florida.

Lanciata in orbita dal razzo Falcon 9 della SpaceX, la navicella spaziale Crew Dragon, chiamata Resilience, trasporta gli astronauti della Nasa Michael HopkinsVictor Glover e Shannon Walker, insieme a Soichi Noguchi della Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa) verso la Iss per una permanenza di sei mesi.

La missione Crew-1 è la prima delle sei missioni con equipaggio del programma commerciale di trasporto di Nasa e SpaceX. È la prima volta che la Federal Aviation Administration ha concesso la licenza di un volo spaziale orbitale di tipo commerciale con umani a bordo.

Resilience, chiamata così come ringraziamento ai rispettivi team governativi e commerciali, attraccherà autonomamente al porto di prua del modulo Harmony della Stazione spaziale internazionale alle 23:00 in Florida di oggi, lunedì 16 novembre (quando in Italia saranno le 5 del mattino del 17 novembre).

Le fasi di volo sono state monitorate dal centro di controllo di SpaceX a Hawthorne, in California, mentre le squadre della Nasa hanno monitorato le operazioni durante il volo dal Mission Control Center presso il Johnson Space Center Nasa a Houston.

Anche la stazione Asi di Malindi ha supportato le operazioni di pre-lancio, ed è attualmente coinvolta nella segnalazione di tre passaggi come da programmazione.

«Se la precedente missione Demo-2 aveva aperto la porta, dimostrando la capacità di un soggetto privato come SpaceX (seppure con forti contributi governativi) di riuscire a realizzare vettori e navicelle per il volo spaziale con equipaggio umano, la missione Crew-1 rappresenta il momento del passaggio definitivo dall’era dell’esplorazione spaziale esclusivamente di natura governativo-istituzionale all’era dei voli commerciali e della ‘space economy’, almeno per quanto riguarda le cosiddette orbite basse, quelle attorno alla Terra», commenta sulla rivista Le Scienze Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).

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