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Nasa, ecco la nuova call per Artemis

Dopo aver assegnato le prime commesse commerciali per la missione Artemis lo scorso gennaio, la Nasa ha emesso una nuova call nell’ambito del Commercial Lunar Payload Services. Questa volta l’agenzia americana ha chiesto alle quattordici  aziende partner  di far volare 10 tra esperimenti scientifici  e dimostrazioni tecnologiche ideate dalla stessa  Nasa in una regione non polare della Luna, nel 2022.

Attraverso questa l’iniziativa, parte fondamentale del programma Artemis, la Nasa punta a inviare nel modo più veloce possibile una serie di esperimenti e dimostrazioni  dal peso pari a 100 chili ciascuno, che aiuteranno a preparare la strada per l’arrivo dei primi astronauti nel 2024. Il vincitore della call verrà selezionato entro la fine del 2020.

Ecco nel dettaglio i payload messi a punto dalla Nasa:

Regolith Adherence Characterization (Rac): determinerà il comportamento della regolite su una serie di materiali esposti all’ambiente lunare.

Next Generation Lunar Retroreflectors (Nglr): fungerà da  bersaglio per i laser sulla Terra per misurare con precisione la distanza tra il nostro pianeta  e la Luna. I suoi catadiottri sono progettati per fornire dati che potrebbero essere utilizzati per comprendere vari aspetti dell’interno della Luna.

Lunar Environment Heliospheric X-ray Imager (Lexi): catturerà le immagini dell’interazione tra la magnetosfera terrestre e  il flusso di particelle cariche  provenienti dal Sole, il vento solare.

Reconfigurable, Radiation Tolerant Computer System (Radpc): un esperimento che ha l’obiettivo di fornire una tecnologia informatica in grado di resistere al bombardamento delle radiazioni. A causa della mancanza di atmosfera e di campo magnetico della Luna, la radiazione solare sarà una sfida per l’elettronica. L’esperimento inoltre caratterizzerà anche gli effetti delle radiazioni sulla superficie lunare.

Lunar Magnetotelluric Sounder (Lms):  è stato progettato per caratterizzare la struttura e la composizione del mantello lunare attraverso lo studio dei campi elettrici e magnetici. L’esperimento farà uso di un magnetometro di riserva di volo, un dispositivo che misura i campi magnetici originariamente realizzato per la sonda Mars Atmosphere e Volatile Evolution (Maven) attualmente in orbita intorno a Marte.

Lunar Instrumentation for Subsurface Thermal Exploration with Rapidity (Lister): progettato per misurare il flusso di calore dall’interno della Luna. La sonda perforerà  lo strato di regolite per indagare le proprietà termiche della Luna a diverse profondità.

Lunar PlanetVac (Lpv): una tecnologia ideata per raccogliere e trasferire la regolite  dalla superficie ad altri strumenti che analizzerebbero il materiale, o  in alternativa, conservarla  in un contenitore che un altro veicolo spaziale potrebbe riportare  sulla Terra.

Scalpss 1.1: Telecamere stereo per studi sulla superficie lunare. Acquisiranno dati video e di immagini fisse dell’area sotto il lander appena prima dello spegnimento del motore. Le telecamere determineranno la topografia della superficie prima dell’atterraggio. La fotogrammetria sarà utilizzata per ricostruire la superficie tridimensionale mutevole durante l’atterraggio.

Electrodynamic Dust Shield (Eds): una tecnologia che genera un campo elettrico non uniforme utilizzando l’alta tensione variabile su più elettrodi. Il campo non uniforme genera una forza dielettroforetica che, a sua volta, muove le particelle e ha potenziali implicazioni per i radiatori termici, i tessuti delle tute spaziali, le visiere, le lenti delle telecamere, i pannelli solari e molte altre tecnologie.

Lunar Gnss Receiver Experiment (Lugre): basato sul Global Positioning System (Gps), Lugre continuerà ad estendere la portata dei segnali Gps e, in caso di successo, sarà il primo a distinguere questi segnali a distanze lunari.

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