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Vagabondo che son io… rogue planets hunter

A caccia di esopianeti a basso costo

Elaborazione artistica di un esopianeta (ESA/Hubble)

Cerco un centro di gravità permanete cantava Franco Battiato non sapendo forse che non riguarda solo il genere umano, ma il cosmo più in generale. Sono molti infatti i corpi celesti che vagano nel cosmo senza un centro di gravità permanente. Asteroidi, comete, stelle… non possono mancare i pianeti.

Gli astronomi del Nancy Grace Roman Space Telescope della Nasa si dicono pronti a trovare i cosiddetti rogue planets, pianeti malandrini che vagano nella nostra galassia senza alcun legame con una stella.

Finora gli astronomi hanno scoperto solo alcuni di questi mondi nomadi perché sono molto difficili da rilevare.

Gli astronomi del Roman Space Telescope si avvarranno del cosiddetto effetto della lente gravitazionale che si verifica quando la presenza di massa deforma il tessuto spazio-temporale. L’effetto è estremo intorno a oggetti molto massicci, come i buchi neri e intere galassie ed è usato per guardare a galassie prossime alla nascita dell’Universo. Ma, nel loro piccolo, anche i pianeti solitari causano un grado rilevabile di deformazione, un effetto chiamato microlensing, usato anche per la ricerca di esopianeti.

Secondo gli autori dello studio grazie al Roman Telescope sarà possibile rilevare pianeti delle dimensioni di Marte.

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