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Il segugio celeste svela l’enigma di Vermeer

Usare l’astronomia per risolvere gli enigmi della storia e dell’arte. E’ quello che è stato fatto da un team di astronomi dell’Università del Texas che ha utilizzato la propria versione di ‘Segugio Celeste’ (Celestial Sleuth) ovvero  in questo caso lo studio della topografia associato all’utilizzo di Google Earth, per individuare l’anno e l’orario in cui è stato dipinto ‘La veduta di Delft’ il capolavoro del pittore olandese Johannes Vermeer.  Il Celestial Sleuht  è un’opera di Donald Olsen autore dello studio su Vermeer che propone l’utilizzo di tecniche usate in astronomia  per decifrare i misteri legati alla datazione di opere d’arte o di particolari eventi storici. Secondo le ipotesi maggiormente in voga tra gli studiosi Vermeer dipinse il quadro nella tarda primavera o all’inizio dell’estate del 1660. Il team texano smentisce questa teoria e afferma che Vermeer dipinse la tela dal secondo piano di una locanda che dominava la città ispirandosi a una scena che osservò il 3 settembre 1659, o un anno prima.  

«Abbiamo trascorso molto tempo a studiare le mappe di Google Earth unite a quelle della città risalenti al 17esimo e 19esimo secolo – spiega Donald Olson autore dello studio  – Google Earth è uno strumento straordinario quando si tratta individuare distanze e angoli quindi l’abbiamo usato come se fosse  il nostro metro».

Il team di scienziati ha raggiunto la città di Delft per effettuare rilevazioni in loco. In particolare i ricercatori si sono concentrati sulla torre ottagonale della Chiesa Nuova della città le cui luci e ombre sono stati dipinte con eccezionale precisione da Vermeer. Nel dettaglio la luce proveniente dall’alto sfiora la colonna centrale della chiesa  e illumina quella di  di sinistra, consentendo agli astronomi di calcolare l’angolo del sole con grande precisione.

Dato che Vermeer è famoso per la sua abilità tecnica nel rappresentare luce e ombra, entrambe rappresentano l’indizio chiave per determinare l’orario in cui è stato completato il dipinto. Lo schema di luci e ombre è un indicatore della posizione del sole mentre l’orologio sulla facciata di un edificio visibile nel dipinto e dotato della sola lancetta delle ore  – come d’uso all’epoca-  segna un orario vicino alle otto del mattino. 

I dati raccolti sono stati elaborati dal software dell’Università del Texas che ha calcolato la posizione nel cielo del sole alle otto di mattina per riprodurre le ombre osservate sulla torre della chiesa. Il software ha restituito solo due possibili intervalli temporali di date : 6-8 aprile e 3-4 settembre.

Le date di aprile sono state scartate dato che solitamente gli alberi in quella particolare regione dell’Olanda non hanno foglie prima dell’inizio di maggio , mentre al contrario, la vegetazione nel dipinto è molto rigogliosa. Di conseguenza la data più probabile è il 3 settembre del 1659, o al massimo un anno prima. Un’ulteriore conferma viene dalla torre del campanile, privo della batteria  delle campane la cui installazione iniziò nell’aprile del 1660 e fu completata nel settembre dello stesso anno. Per questo motivo il completamento della tela deve essere precedente a quella data.

«Vermeer lavorava lentamente  – conclude Olson – il completamento di tutti i dettagli della tela potrebbe aver richiesto mesi o addirittura anni.  La rappresentazione straordinariamente accurata delle luci e  delle ombre sulla chiesa suggerisce che almeno questo dettaglio è stato ispirato dall’osservazione diretta della torre illuminata dal sole che si erge sopra il muro e i tetti di Delft».

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