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eRosita, tutto il cielo in uno scatto

Una miriade di dettagli racchiusi in un unico scatto che raffigura il cielo così come non lo avete mai visto. Questo è l’incredibile risultato prodotto dal telescopio eRosita, a bordo del satellite Spectrum-Roentgen-Gamma (Srg). 

La nuova mappatura dell’Universo, pubblicata dal Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (Mpe), è circa quattro volte più profonda di quella disponibile oggi alle stesse lunghezze d’onda, ottenuta trent’anni fa dal telescopio Rosat, e contiene più di un milione di oggetti, raddoppiando così il numero di emittori in banda X osservati finora.

L’immagine è il prodotto di 165 GB di dati raccolti dalle sette camere del telescopio in sei mesi di attività, che sono stati processati per offrire una visione dell’Universo con un livello di dettaglio mai raggiunto prima. Lo scatto rivela le strutture di gas caldo nell’Universo visibile in banda X, come nuclei galattici attivi, che segnalano le regioni dello spazio in cui i buchi neri supermassicci stanno crescendo, stelle binarie contenenti stelle di neutroni e resti di supernove in altre galassie.

Più vicino a noi, l’immagine rivela nel dettaglio la natura della componente calda all’interno della Via Lattea, fornendo agli scienziati dati cruciali per comprendere la storia della formazione della nostra galassia.

«I dati sono davvero sbalorditivi e penso che ciò che stiamo facendo rivoluzionerà l’astronomia dei raggi X», ha commentato Mara Salvato, del Max Planck Institute. «Aspettavamo con trepidazione la prima fotografia di tutto il cielo di eRosita. Grandi aree del cielo sono già state osservate a molte altre lunghezze d’onda, abbiamo bisogno di queste survey per identificare gli oggetti X e comprenderne la loro natura».

La prima mappatura del cielo di eRosita ha fornito agli scienziati nuovi dati utili ad approfondire la nostra conoscenza della cosmologia e dei processi astrofisica che avvengono alle alte energie. L’osservatorio Srg, frutto di una collaborazione russo-tedesca, ha cominciato la sua seconda survey di tutto il cielo che sarà completa alla fine di quest’anno. Nei prossimi tre anni e mezzo, spiegano gli esperti, saranno prodotte circa sette altre mappe simili a questa che, combinate insieme, raggiungeranno una profondità cinque volte maggiore e saranno utilizzate da astrofisici e cosmologi per decine di anni a venire.

«Con un milione di sorgenti in solo 6 mesi, eRosita ha già rivoluzionato l’astronomia X, e questo è solo un assaggio di quello che verrà», dichiara Kirpal Nandra, a capo del gruppo di astrofisica delle alte energie presso il Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics . «Questa combinazione di area del cielo e profondità di campo è davvero unica. Stiamo già campionando un volume cosmologico maggiore di quello che era stato possible a oggi per l’universo caldo. Nei prossimi anni saremo in grado di spingerci ancora più lontano, fino a dove le prime, gigantesche strutture cosmiche e i primi buchi neri supermassicci si sono formati».

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