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Astronauti e salute: sviluppato un simulatore di raggi cosmici

Lunga o breve che sia, la permanenza nello spazio può mettere a rischio la salute degli esseri umani. In vista dei futuri viaggi di esplorazione umana su Marte, continuano a ritmo serrato gli studi per prevenire gli effetti di una prolungata esposizione alle radiazioni e cercare di salvaguardare la salute degli astronauti.

Un team di ricercatori della Nasa ha sviluppato presso lo Space Radiation Laboratory un simulatore per studiare gli effetti dei raggi cosmici sul corpo umano.

I raggi cosmici comprendono una miscela di protoni altamente energetici, ioni di elio e ioni più pesanti. Questi ioni interagiscono con i materiali dei veicoli spaziali e i tessuti umani creando un complesso campo misto di particelle primarie e secondarie.

Gli effetti ‘biologici’ di questi ioni pesanti non sono ancora del tutto chiari. Attraverso il simulatore il team di ricerca ha dimostrato di poter osservare rapidamente più combinazioni di fasci di energia ionica e di riuscire a controllare i livelli giornalieri di esposizione agli ioni più pesanti.

Lo sviluppo del simulatore ha richiesto diversi anni. Dal 2018 ad oggi,  sono stati condotti diversi test per simulare l’ambiente di esposizione a raggi cosmici vissuto dagli astronauti in una missione di lunga durata nello spazio profondo. Questi test prevedevano l’analisi di numerose combinazioni di fasci di energia ionica che, nell’arco del tempo, sono state studiate per valutare i possibili rischi di tumori, malattie cardiovascolari e effetti collaterali sul sistema nervoso centrale.

Negli ultimi trent’anni, la maggior parte delle ricerche finalizzate allo studio dei rischi di un’esposizione prolungata ai raggi cosmici sono state condotte utilizzato esposizioni di fasci mono-energetici a singolo ione. Ora,  grazie al nuovo simulatore,  sarà possibile studiare un campo misto di ioni su un campione molto più ridotto di animali. Questo risultato, spiegano gli esperti, segna un passo avanti significativo aprendo la strada ad una nuova era della ricerca radiobiologia che consentirà di accelerare la comprensione e la mitigazione dei rischi per la salute degli astronauti.

La ricerca è stata pubblicata su Plos.

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