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Grb: mistero svelato?

Svelato il meccanismo di emissione dei Lampi di raggi Gamma. È quanto afferma un gruppo di ricerca guidato da ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), con la partecipazione di colleghi dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), del Gran Sasso science institute (Gssi), della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) e dell’Università di Milano-Bicocca in uno studio pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics. Nello studio , l’intensa e breve radiazione dei Grb nei raggi gamma verrebbe prodotta dai protoni e non dagli elettroni. I protoni, spiraleggiando in intensi campi magnetici, emettono una radiazione che prende il nome di luce di sincrotrone. Queste condizioni sono realizzate nei potenti getti che si originano dai buchi neri che alimentano i Grb.

Già 30 anni fa si era affacciata l’idea che il processo di emissione dei Grb fosse quello di sincrotrone, ma le proprietà emesse da elettroni sono differenti da quelle osservate durante i brevi bagliori dei lampi gamma rilevati dai satelliti, sebbene, mediante un’analisi approfondita degli spettri di Grb osservati dal satellite Swift, si stabilì che non c’è poi tanta differenza con la forma dello spettro previsto dalla teoria di sincrotrone. Insomma gli elettroni non sarebbero sufficienti alla produzione del Grb.

L’uovo di Colombo è stato ad opera di un team di ricercatori italiani: «Finalmente, dopo decenni abbiamo identificato una possibile soluzione: sono i protoni, che si muovono a velocità relativistiche dentro il getto permeato da un intenso campo magnetico, a produrre i fotoni gamma dei Grb. Ed ora ci aspettano nuove sfide: per produrre gli intensi bagliori bastano relativamente pochi protoni e quindi sembra prendere piede l’idea che il getto dei Grb sia “fatto” prevalentemente di energia magnetica» afferma il primo autore Gilberto Ghisellini.

Per saperne di più:

L’articolo Proton–synchrotron as the radiation mechanism of the prompt emission of GRBs? di G. Ghisellini, G. Ghirlanda, G. Oganesyan, S. Ascenzi, L. Nava, A. Celotti, O.S. Salafia, M.E. Ravasio, M. Ronchi è stato pubblicato oggi online sul sito web della rivista Astronomy&Astrophysics

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